La Corte d'Assiste di appello di Milano, nell'ambito del processo di secondo grado bis – iniziato oggi, giovedì 12 novembre – a carico di Laura Taroni, l'infermiera già condannata in primo e secondo grado a 30 anni di carcere per l'omicidio della madre e del marito, sentenza poi annullata dalla Cassazione, ha disposto una nuova perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere della donna al momento dei fatti.

Le sentenze in primo e secondo grado l'avevano condannata a 30 anni di carcere

Secondo quanto accertato dal primo e dal secondo grado di giudizio al termine del primo processo, la Taroni avrebbe ucciso la madre e il marito con un cocktail di farmaci poi risultati letali per le sue vittime. I decessi, che risalgono rispettivamente al 2014 e al 2013, sarebbero arrivati nell'ambito di una relazione "criminosa e amorosa" della Taroni, ex infermiera dell'ospedale di Saronno, con l'allora vice primario del pronto soccorso del nosocomio Leonardo Cazzaniga, condannato all'ergastolo per aver anticipato la morte di alcuni pazienti. La Cassazione aveva motivato l'annullamento della condanna a causa della mancata presentazione di 13 pagine nelle motivazioni della sentenza della Corte d'Appello.

La ricostruzione dei fatti e l'ergastolo a Cazzaniga

L'infermiera era stata arrestata nel novembre del 2016 insieme al vice primario del pronto soccorso di Saronno, il dottor Leonardo Cazzaniga, nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e demoni" che aveva portato alla luce numero casi di pazienti deceduti in circostanze misteriose. Cazzaniga è stato condannato all'ergastolo mentre la Taroni era stata ritenuta colpevole della morte del marito, che l'avrebbe sottomessa anche a livello psicologico, e della madre. Dopo l'annullamento della sentenza, sarà il nuovo processo a stabilire se l'ex infermiera sia responsabile del duplice omicidio.