Rubano nelle case durante i sopralluoghi, in carcere due carabinieri di Desenzano: “Almeno 12 colpi”
Sono stati arrestati e condotti in carcere Alessandro Zanetti e Valentino Stia, i due carabinieri di Desenzano del Garda (in provincia di Brescia) accusati di aver commesso almeno una dozzina di furti mentre erano in servizio. La pm Claudia Moregola, titolare del fascicolo, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere al termine degli interrogatori preventivi, nei quali i due militari (già sospesi) si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. È invece agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, la compagna di uno dei due carabinieri indagati. La donna è accusata di ricettazione, in quanto avrebbe avuto un ruolo nella rivendita dei gioielli rubati nei Compro Oro.
Almeno 12 furti durante il servizio
L'indagine interna, nella Compagnia dei carabinieri di Desenzano, era partita prima della scorsa estate. Alcuni militari si erano accorti di presunte anomalie, a cui avevano fatto seguito diverse segnalazioni da parte di cittadini che temevano di essere stati truffati da finti carabinieri.
I successivi accertamenti avrebbero permesso di ricostruire almeno 12 casi in cui i carabinieri Zanetti e Stia (55 anni il primo e 38 anni il secondo) avrebbero rubato nelle case di cittadini a seguito di furti o con la scusa di dover controllare la provenienza di gioielli e altri preziosi. I due avrebbero agito in coppia, con uno che che si sarebbe occupato di distrarre le vittime, mentre l'altro portava via soldi e quanto di valore riusciva a trovare. Il bottino totale si aggirerebbe intorno ai 20mila euro.
Disposto il carcere per i due carabinieri
Nonostante la sospensione dal servizio già effettiva, la pm Moregola nei giorni scorsi ha chiesto la custodia cautelare in carcere per entrambi i carabinieri, sostenendo il pericolo di reiterazione del reato e sottolineando i gravi indizi di colpevolezza già emersi. Durante gli interrogatori preventivi, i due militari si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, con il più giovane dei due che, attraverso il suo avvocato, ha depositato una breve memoria nella quale ha "chiesto scusa" per il suo comportamento.
Il giudice per le indagini preliminari Stefano Franchioni ha accolto la richiesta della Procura, disponendo il carcere per i due carabinieri e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per la fidanzata del 38enne. Per gli inquirenti, lei sarebbe stata coinvolta nella rivendita dei preziosi rubati in vari Compro Oro ed è accusata di ricettazione.