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Ronde “anti maranza” a Milano, perquisiti nove membri di Articolo 52: “Sono estremisti di destra”

La Procura indaga per associazione a delinquere. La Questura di Milano: “Il gruppo di estremisti, tramite chat di messaggistica istantanea, organizzava sopralluoghi e pianificava azioni punitive nei confronti dei cittadini di origine straniera”.
A cura di Francesca Del Boca
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Nove presunti membri di Articolo 52, il movimento che promuove sui social le ronde di giustizia fai da te "anti-maranza" a Milano, sono stati perquisiti questa mattina in diverse province della Lombardia, nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere coordinata dal pm milanese Alessandro Gobbis e condotta dagli agenti della Digos e della Postale Lombardia, con il coordinamento della direzione centrale della polizia di prevenzione e del servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica. Gli indagati più giovani hanno 23, 25, 26, 28 e 29 anni, mentre gli altri quattro sono un 34enne, due 44enni, e un 49enne.

Il gruppo, spiega in una nota la Questura, sarebbe composto per lo più da persone residenti nell'hinterland milanese e appartenenti all'area ideologica dell'estremismo di destra (tra cui numerosi partecipanti a presidi contro il degrado e l'immigrazione organizzate da Forza Nuova), il più delle volte con lavori precari e situazioni economiche difficili, che "tramite chat di messaggistica istantanea, organizzavano sopralluoghi e pianificava azioni punitive nei confronti dei cittadini di origine straniera, definiti ‘maranza'".

L'indagine è stata avviata dopo che la sera tra l'8 e il 9 marzo scorsi un giovane extracomunitario, accusato di aver rubato una collanina a un passante, è stato aggredito in zona Darsena. Il video dell'aggressione, ripreso con un cellulare, è stato diffuso sulla pagina Instagram Notizie_dal_mondo e sul canale Telegram Gli Orgogliosi, e l'azione è stata subito rivendicata dal gruppo connesso ad Articolo 52 attraverso un messaggio in cui il gestore informava gli utenti che "le ronde continueranno e si moltiplicheranno in tutte le zone degradate", finché "lo Stato, in primis la magistratura corrotta e nemica del popolo, continuerà a ignorare, volutamente, questa situazione".

I messaggi delle chat su Telegram

"Se uno mi punta il coltello lo tiro fuori anche io. Lottiamo contro queste m***e che stanno rovinando le nostre città", si leggeva infatti su uno dei gruppi Telegram creati dagli organizzatori, e divisi per zone di Milano. "Ci vorrebbero delle vere e proprie regole d'ingaggio, del tipo mai attaccarli fisicamente per primi (per giustificare la legittima difesa), bisognerebbe avere armi in grado di offendere che non costituiscono reato, un giubbotto anti accoltellamento, un numero elevato di personeCon un semplice giornale è possibile creare una specie di manganello duro come il ferro". "Dobbiamo avere nomi in codice, armi, un posto dove ritrovarci e soprattutto soldi. Un'organizzazione paramilitare, dove ognuno in base a quello che sa fare viene inquadrato nell'organizzazione". E, infatti, proprio su Telegram, i "rondisti" avevano aperto tempo fa una raccolta fondi, con tanto di Iban, per un "singolo caffè", per il fondo cassa dedicato alle eventuali spese legali o per l'acquisto di attrezzatura da difesa. Infine, c'è chi vuole passare subito all'azione. "Chi c'è stasera in zona?". E chi propone un luogo e un'ora precisa. "Raduno confermato, da lì ci sposteremo".

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