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Roberto Comelli ucciso la notte di Capodanno con una coltellata: chiesti 16 anni per il 20enne che lo ha colpito

L’accusa ha chiesto 16 anni di reclusione per Matias Pascual per omicidio volontario aggravato. Il 20enne aveva ucciso il 42enne Roberto Comelli la notte di Capodanno 2025 all’esterno della sala civica di Provaglio d’Iseo (Brescia) con una coltellata.
A cura di Enrico Spaccini
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Matias Pascual
Matias Pascual

La Procura di Brescia ha chiesto la condanna in primo grado a 16 anni di reclusione per Matias Pascual. Il 20enne è accusato dell'omicidio volontario aggravato di Roberto Comelli, il 42enne ucciso con una coltellata al petto all'alba di Capodanno 2025 a Provaglio d'Iseo (in provincia di Brescia). Il 20enne, giudicato in abbreviato, ha spiegato di averlo colpito per "paura" e per proteggere gli amici che insieme a lui stavano festeggiando l'arrivo dell'anno nuovo nella sala civica del paese. L'ex barista ha detto di aver sferrato il fendente quando aveva visto Comelli, in evidente stato di ebbrezza, avvicinarsi a uno dei ragazzi. Il giudice dell'udienza preliminare Alessandro D’Altilia ha aggiornato il processo al prossimo 15 aprile, quando ci saranno le repliche e la sentenza.

Stando a quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla pm Laura Matrone, Comelli, carpentiere di Corte Franca dal passato problematico, la sera di Capodanno avrebbe provato ripetutamente a introdursi nella sala civica di Provaglio d'Iseo dove era in corso una festa organizzato da circa 80 ragazzi. I giovani, compreso lo stesso Pascual, lo avrebbero allontanato più volte. Il 20enne, barista di origini argentine, si trovava in cucina quando era stato avvertito dagli altri giovani che il 42enne era tornato ancora e che avrebbe avuto un coltello tra le mani.

Sarebbe stato in quel momento che Pascual avrebbe afferrato un coltello da cucina, "la prima cosa che ho trovato", e sarebbe uscito dalla sala. Il 20enne ha dichiarato durante le scorse udienze in Tribunale che non aveva "intenzione" di usare il coltello, ma di aver sferrato il fendente contro Comelli quando quest'ultimo si sarebbe avvicinato a un suo amico. Subito dopo il colpo, Pascual era fuggito nei campi vicini, ma era stato raggiunto e arrestato dai carabinieri poche ore più tardi.

Il 20enne ora sta affrontando il processo con rito abbreviato che lo vede accusato di omicidio volontario aggravato. Il suo avvocato, Giacomo Nodari, ha chiesto che gli vengano riconosciute le attenuanti della provocazione e le generiche. Insieme a lui avrebbero agito altri due ragazzi che all'epoca dei fatti avevano 16 e 17 anni. Il primo avrebbe colpito Comelli "con il calcio della pistola sulla fronte" mentre il secondo "lo spintonava". Le loro posizioni sono al vaglio della Procura per i Minorenni. La pm Matrone, invece, ha chiesto che vengano archiviate le posizioni di altri due ragazzi indagati per favoreggiamento.

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