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Rider aggrediti da tre ragazzi a Milano senza motivo: “Ci hanno sputato in faccia, poi calci e pugni”

Tre ragazzi hanno aggredito alcuni rider fuori dal McDonald’s di corso Lodi a Milano lo scorso 6 marzo. Una delle vittime: “Non è la prima volta che veniamo presi a calci e pugni”.
A cura di Giulia Ghirardi
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Immagine di repertorio
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"È venuto un bambino a chiederci se lo stavamo guardando male. Non abbiamo risposto e nel frattempo uno ci ha sputato in faccia. Si sono messi a dare pugni e calci". A parlare è uno dei tre rider che la sera di venerdì scorso, il 6 marzo, sono stati aggrediti in corso Lodi a Milano da un gruppo di ragazzi mentre aspettavano gli ordini da consegnare all'esterno di un McDonald's. Stando alla testimonianza del rider, non sarebbe la prima volta: "Le aggressioni ormai sono frequenti".

L'aggressione fuori dal McDonald's

L'allarme sarebbe arrivato intorno alle 22:30 dello scorso 6 marzo quando, fuori dal fast food in zona Corvetto, alcuni passanti hanno assistito all'aggressione. Secondo quanto ricostruito sino a questo momento, tre giovani avrebbero aggredito tre rider che stavano aspettando di ritirare alcune consegne. Nello specifico, uno dei giovani avrebbe sputato contro uno dei fattorini, mentre un altro avrebbe tirato fuori una bomboletta di spray urticante, azionandola contro il 30enne e un altro lo avrebbe accoltellato a una spalla. "Siamo stati presi a calci e pugni", ha poi riferito uno di loro al Tg1.

Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118 che, constatate le condizioni dei fattorini e dopo aver prestato le prime cure, hanno trasportato il più grave all'ospedale Niguarda di Milano. Il giovane, un rider di origine pakistana e incensurato, ha raccontato agli agenti della Volante dell'Ufficio prevenzione generale della Questura di essere stato aggredito da tre ragazzi vestiti di nero e con i volti travisati dai cappucci e uno con un cappellino. Stando a quanto emerso, sembra che i giovani non avessero alcun motivo di aggredire i rider. Dunque, l'ipotesi avanzata dagli inquirenti è che lo abbiano fatto "solo per piacere di aggredire persone indifese". Nel frattempo, gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere per rintracciare e identificare gli aggressori.

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