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Il caso di Giovanna Pedretti

Riapre a Sant’Angelo Lodigiano la pizzeria di Giovanna Pedretti, ristoratrice trovata morta

Giovanna Pedretti, titolare della pizzeria di Sant’Angelo Lodigiano finita al centro di un polverone mediatico dopo aver risposto a una presunta recensione, era stata trovata senza vita domenica 14 gennaio. Ancora aperto il fascicolo in Procura.
A cura di Francesca Del Boca
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Giovanna Pedretti
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Riaprirà presto la pizzeria Le Vignole di Sant'Angelo Lodigiano (Lodi), finita sotto i riflettori a inizio anno per la tragica fine della sua titolare Giovanna Pedretti, trovata morta nel fiume Lambro il 14 gennaio scorso: la donna, 59 anni, si era tolta la vita dopo essere finita al centro di un vero e proprio polverone mediatico. 

A confermarlo è Il Cittadino, che riporta notizia di alcuni importanti interventi di manutenzione, imbiancatura e pulizia recentemente effettuati nel locale, chiuso a chiave dal giorno del ritrovamento della donna. Il marito Nello D'Avino, così, sembra di aver deciso di rimboccarsi le maniche e andare avanti con la pizzeria anche senza Giovanna, sostenuto dalla figlia Fiorina e dall'intera comunità del Lodigiano. Per i primi tempi, però, sarà garantito solamente il servizio d'asporto.

Ancora aperta l'inchiesta in Procura

Tutto tace, invece, dal versante delle indagini. Resta insomma ancora aperto il fascicolo sul caso in Procura, aperto mesi fa per istigazione al suicidio e per verificare l'effettiva veridicità della famigrata recensione pubblicata dalla 59enne sui social, accusata in seguito di essersi inventata il post per farsi pubblicità: gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire se e come la pressione mediatica e social possa aver influito sulla tragica decisione finale della donna, e di risalire all'origine del post pubblicato da Pedretti.

Si indaga sul secondo cellulare di Giovanna Pedretti

Sotto l'occhio della compagnia dei Carabinieri di Lodi ci sono intanto i dispositivi elettronici della donna, che insieme al marito gestiva da decenni il locale in centro a Sant'Angelo Lodigiano. E se i dati di un primo cellulare trovato in acqua addosso alla vittima sono andati perduti, si indaga adesso su un secondo telefono che la ristoratrice aveva in dotazione: la perizia del consulente informatico, per il momento, non sarebbe ancora stata depositata. 

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