È stato affidato ai servizi sociali di una comunità il ragazzino di 12 anni che venerdì sera, incaricato da un parente, ha impugnato una pistola e sparato a un 31enne ferendolo a una spalla in via Santa Scolastica, nella frazione di Chiarini di Montichiari. Su quanto accaduto stanno ancora indagando i carabinieri di Brescia, ma sembra ormai certa la pista che ad affidare l'incarico al minore sarebbe stato lo zio di 27 anni che aveva avuto un litigio per questioni sentimentali con la vittima. Così si era rivolto al ragazzino, che data l'età non è imputabile, per commettere il reato: gli avrebbe dato una pistola calibro 22, detenuta illegalmente e sprovvista di numero di serie, poi ritrovata dai militari. Poche ora dopo per il 27enne domenica 4 aprile si sono aperte le porte del carcere mentre il 12enne è stato affidato ai servizi sociali.

La vittima non è in pericolo di vita

Stando a quanto precisato dai carabinieri di Brescia a Fanpage.it, il 27enne e gli altro membro della famiglia, tutti italiani, non risultano pregiudicati né mai indagati. Ora però il 27enne dovrà rispondere di tentato omicidio e il giovane, nonostante sia prevista la presunzione assoluta di incapacità, dovrà chiarire i particolari ai militari. Intanto il 31enne rimasto ferito dal colpo dell'arma da fuoco resta ancora in ospedale in prognosi riservata ma non risulta in pericolo di vita: l'unica ferita riportata infatti è quella alla spalla.

Alla base un litigio per una ragazza

I carabinieri sono ancora al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e soprattutto capire il movente che ha spinto il 27enne a "ordinare" al giovane nipote un gesto simile. Alla base ci sarebbe un litigio per una ragazza, ma resta ancora sconosciuto se tra il 27enne e la vittima ci fosse un legame di amicizia.