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Pride Milano 2024, no al patrocinio dalla Regione: “La destra perde l’occasione di stare con i diritti”

L’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia ha negato il sostegno al corteo che si terrà il prossimo 29 giugno a Milano. “Divisivo, provocatorio e discriminante verso il nucleo generatore della vita umana, formato da una donna e da un uomo”, tra le motivazioni del no.
A cura di Francesca Del Boca
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Regione Lombardia ha detto ancora una volta no al Pride, il corteo arcobaleno per i diritti LGBTQIA+ e di tutte le minoranze che si terrà a Milano il prossimo sabato 29 giugno. L'Ufficio di presidenza del Pirellone, sede del Consiglio regionale lombardo, ha deciso infatti di negare ancora una volta il patrocinio regionale alla manifestazione.

E tra i banchi di via Fabio Filzi ha votato a favore i due membri del Partito Democratico, si sono mostrati contrari quelli di Lega e lista Fontana (dal momento che si tratterebbe di una manifestazione "divisiva, provocatoria e discriminante verso il nucleo generatore della vita umana, formato da una donna e da un uomo”), mentre si è astenuto il presidente del Consiglio Federico Romani di Fratelli d'Italia: senza maggioranza, così, è passata nuovamente la linea del no.

"Un'occasione sprecata per la destra di mostrarsi inclusiva e attenta ai diritti", è stato il commento a Fanpage.it di Luca Paladini, consigliere regionale e fondatore de I Sentinelli di Milano, che presenterà una mozione in aula il 18 giugno. "Si tratta di una destra anomala, se confrontata alle destre moderate che si trovano in giro per l'Europa. C'è una larga parte di votanti che riconosce nei Pride manifestazioni di libertà, diritti e autodeterminazione", le sue parole.

Luca Paladini
Luca Paladini

È anni, ormai, che il Pirellone non sostiene il corteo milanese (ad eccezione della giunta guidata dal leghista Roberto Maroni, tra il 2014 e il 2016). "Per loro è come se fosse una comunità inesistente", sempre Paladini. "Senza contare che il Pride è la manifestazione più partecipata della città". Lanno scorso il Pride milanese ha visto sfilare oltre 300mila partecipanti da piazza Duca d’Aosta fino all'Arco della Pace. "E Regione Lombardia fa finta che tutto questo non esista".

“E’ una vergogna che l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale abbia negato oggi la concessione del patrocinio al prossimo Pride", si è aggiunto il commento del capogruppo dem Pierfrancesco Majorino. "È davvero assurdo che nel 2024 Regione Lombardia si mostri tanto retrograda nei confronti di una manifestazione che promuove il rispetto, quando invece dovrebbe stare dalla parte di tutti i cittadini, di tutte le cittadine e di tutte le famiglie in modo laico e aperto, come si conviene a una istituzione democratica”.

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