Hanno provato ad aggirare le norme anti contagio previste dal Dpcm, concedendosi un pranzo seduti al tavolo. Ma dieci persone sono state scoperte dai carabinieri e multate: il pranzo costerà loro 280 euro se pagheranno subito, o 400 euro se ritarderanno a pagare la sanzione. Una pasto decisamente caro, quindi, quello consumato ieri, mercoledì 13 gennaio, in un albergo lungo la strada statale 45bis a Salò, in provincia di Brescia. Ma ancora più caro è costato al titolare dell'hotel, che oltre alla multa dovrà tenere chiuso per cinque giorni la struttura, a meno che la prefettura non disponga ulteriori provvedimenti.

L'albergatore ha cercato di far passare le persone ai tavoli come clienti dell'hotel

Teoricamente i dieci commensali sorpresi seduti ai tavoli dai carabinieri avrebbero potuto pranzare nell'albergo, se fossero stati clienti. In realtà, però, come hanno scoperto i militari dell'Arma nessuno tra i 10 clienti era stato registrato come tale dal titolare della struttura. L'albergatore, davanti ai carabinieri, ha provato a giustificarsi dicendo che le persone che stavano mangiando pernottavano da lui: ma a tradirlo sono stati sia l'assenza di bagagli – nessuno dei presenti aveva con sé nemmeno una valigia – sia appunto la loro mancata registrazione. Per l'albergatore e i finti clienti sono così scattati i provvedimenti per la violazione delle disposizioni anti contagio. Secondo quanto riportato dalla testata locale "Bresciatoday" i "furbetti" sarebbero alcuni operai: probabilmente avevano nostalgia dei loro vecchi pranzi "normali" seduti attorno a un tavolo, ma adesso ne pagheranno le conseguenze.