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Perché un sindaco non può negare la cittadinanza italiana a chi non sa la lingua, com’è successo a Pontoglio

Il sindaco di Pontoglio (Brescia) ha raccontato di aver negato la cittadinanza italiana a una persona di origini marocchine. La donna vive in Italia da ventuno anni e precisamente dal 2003. A Fanpage.it l’avvocata Simona Stefanelli ha spiegato perché non avrebbe potuto farlo.
A cura di Ilaria Quattrone
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Il sindaco di Pontoglio (Brescia) ha raccontato di aver negato la cittadinanza italiana a una persona di origini marocchine. La donna vive in Italia da ventuno anni e precisamente dal 2003. Il primo cittadino Alessandro Pozzi, che fa parte del partito della Lega, ha affermato che la richiesta è stata rigettata per evidenti carenze linguistiche.

"È stato un gesto doveroso, di rispetto verso i cittadini di origine straniera che sono diventati italiani e si sono integrati nella nostra comunità", ha sostenuto. Ma un sindaco ha davvero la facoltà di poter respingere una domanda di cittadinanza? A Fanpage.it lo ha spiegato l'avvocata Simona Stefanelli, esperta in Diritto dell'Immigrazione e cittadinanza.

Qual è l'iter da seguire per chiedere la cittadinanza italiana e quali sono i requisiti?

La richiesta di cittadinanza italiana va presentata attraverso il portale del ministero dell'Interno e tramite Spid. E si può fare in base a diversi criteri: la naturalizzazione ovvero essere residenti continuativamente per dieci anni sul territorio nazionale e avere negli ultimi tre anni un reddito di almeno 8263,31 euro senza persona a carico o di 11.362,05 con coniuge più 516 euro per ogni figlio o dopo un matrimonio con un cittadino italiano, ma bisogna essere residenti da almeno due anni.

Occorre produrre un certificato penale e l'atto di nascita, che devono essere tradotti, legalizzati e apostillati dal Paese di origine. È necessario poi allegare il passaporto e il documento di identità.

È fondamentale dover conoscere perfettamente la lingua italiana per avere la cittadinanza?

Per la richiesta di cittadinanza è richiesto un certificato che dimostri di aver superato un test di conoscenza della lingua italiana di livello B1. L'attestato è rilasciato dalle scuole autorizzate dal ministero competente. Chi però ha un permesso di soggiorno di lungo periodo Ue non deve fare il test. Credo che la signora di Pontoglio avesse un permesso simile considerato che era in Italia dal 2003. Per lei non era quindi obbligatorio l'esame di lingua.

È inoltre molto probabile che, dovendo produrre un documento che attesti il proprio reddito, abbia un impiego o comunque paghi le tasse in Italia.

Un sindaco può negare la cittadinanza?

Non rientra nei suoi poteri. È sempre la Prefettura a decidere e a dover verificare che vi siano i presupposti a concederla o meno. È vero però che ogni Prefettura gestisce queste questioni a proprio modo. Attualmente la più tollerante è Milano.

Sulla base di quanto disposto dalla legge, è necessario che tutti i criteri previsti al momento della presentazione della domanda siano soddisfatti. Non devono esserci vuoti relativi alla residenza, ma è pur vero che alcune volte i Comuni cancellano i cittadini stranieri che magari si allontanano proprio da quel comune per due anni per questioni lavorative.

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