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19 Gennaio 2023
16:01

Perché potrebbe essere chiesta una perizia medica su Vallanzasca e quali sarebbero le conseguenze

I legali di Renato Vallanzasca hanno riferito in Tribunale che l’ex capo della banda della Comasina non sta bene: è stato sottolineato dopo che la Procura ha chiesto, dopo otto anni dall’ultima condanna, un isolamento diurno di sei mesi in carcere.
A cura di Giorgia Venturini
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"Renato Vallanzasca non sta bene". I suoi legali Paolo Muzzi e Corrado Limentani lo hanno ripetuto più volte dopo che la Procura ha chiesto un isolamento diurno di sei mesi per l'ex capo della banda della Comasina, già condannato all'ergastolo e da oltre 50 anni in carcere.

La nuova richiesta è collegata a una sentenza di otto anni fa quando Vallanzasca, 72 anni, venne condannato per una tentata rapina commessa nel 2014, quando aveva ottenuto la libertà vigilata. Ma perché solo ora la richiesta di un'aggravante della condanna a distanza di otto anni?

Chi potrà disporre la perizia medico legale

Spetta ora al Tribunale fare tutti gli accertamenti sulle condizioni di salute di Vallanzasca, l'ex protagonista della mala milanese degli anni '70 e '80: sarà il giudice che lo aveva condannato già nel 2016 a decidere se procedere con una perizia medico-legale. Al momento però non è stata chiesta: "Le ragione dell'approfondimento sono legate alle condizioni di salute. Un'eventuale perizia servirebbe a capire se fosse in grado o meno stare in giudizio", spiega a Fanpage.it l'avvocato Paolo Muzzi. E se fosse confermata la sua incapacità di stare a giudizio, si potrà decidere di annullare la richiesta della Procura.

Ma cosa si intende con "incapacità di stare in giudizio"? "La capacità di stare in giudizio è necessaria perché un imputato deve capire cosa sta accadendo: per procedere nei confronti di una persona, questa deve sapere che è sottoposto a processo e che la decisione del giudice potrà avere delle conseguenze contro di lui", conclude l'avvocato difensore.

Nessuna libertà condizionale per Vallanzasca

A distanza di oltre 50 anni dall'ingresso in carcere, l'ex capo della banda della Comasina resta in cella. Anzi, si discuterà se assegnargli o meno un isolamento diurno di sei mesi. Nessuna libertà condizionale, già lo aveva deciso pochi mesi il Tribunale di Sorveglianza di Milano rigettando la richiesta dei legali sottolineando "il carattere intemperante" di Vallanzasca, oltre al fatto che "non si è ravveduto e non ha risarcito le vittime". I giudici milanesi avevano respinto già una simile istanza nel marzo del 2021 facendo leva sul tentativo di rapina del 2014. Ora, anzi, si discute con un'inasprimento della pena per quei fatti di nove anni fa.

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