Perché la storia dell’assalto all’ospedale di Magenta dei parenti del ladro di Lonate Pozzolo è una bufala

Mentre i medici dell'ospedale di Magenta (nella Città Metropolitana di Milano) stavano cercando di salvare la vita ad Adamo Massa, almeno un centinaio di persone si erano radunate tra la sala d'attesa del pronto soccorso e il vialetto esterno. Parenti e amici volevano sapere cosa fosse accaduto al 37enne, arrivato con una gravissima ferita al petto e deceduto poco dopo. Come ha spiegato a Fanpage.it la direzione dell'Asst Ovest Milanese, quello andato in scena nella mattinata di ieri, mercoledì 14 gennaio, al ‘Giuseppe Fornaroli' non è stato un "assalto", quanto piuttosto un "momento di tensione che non ha portato ad alcuna aggressione". Solo le porte scorrevoli del pronto soccorso hanno riportato conseguenze: sono uscite dai binari, ma già questa mattina erano state ripristinate.
Stando a quanto emerso finora dalle indagini coordinate dalla Procura di Busto Arsizio, Massa era stato ferito durante un tentativo di rapina a Lonate Pozzolo (in provincia di Varese). Insieme a un complice, si era introdotto in una villa, ma erano stati scoperti dal proprietario. Con lui, Jonathan Rivolta, era nata una colluttazione, terminata con il 33enne colpito con calci e pugni e Massa ferito con una coltellata al petto. I due rapinatori, a quel punto, erano fuggiti a bordo in un'auto, guidata da un terzo complice, e Massa era stato lasciato davanti all'ospedale di Magenta ormai in fin di vita.
"Un'ora dopo sono arrivate un centinaio di persone, tra parenti e amici, compresi la madre e il fratello del 37enne, per cercare di capire in che condizioni si trovasse e cosa gli era accaduto", ha spiegato a Fanpage.it la direzione dell'Asst Ovest Milanese. Massa era di etnia rom e viveva nel campo di via Unione Sovietica a Torino. I familiari si erano precipitati a Magenta non appena si era diffusa la notizia che era stato ferito. È stato in quei momenti di concitazione, che le porte scorrevoli del pronto soccorso sono uscite dai binari, senza causare alcun danno o colpire nessuno dei presenti. "Sono arrivate subito le forze dell'ordine", hanno continuato da Asst, "i carabinieri hanno seguito tutti gli sviluppi fino al pomeriggio".
Come assicurato dalla direzione della struttura ospedaliera, il pronto soccorso ha continuato a funzionare per tutta la giornata. Durante i momenti di massima tensione, alcuni membri del personale hanno spostato i pazienti in attesa di essere curati in una sala più interna, proprio per evitare eventuali disagi. Nel frattempo, il responsabile ha spiegato ai familiari più stretti di Massa cosa gli era accaduto e che ormai era deceduto: "Non ci sono state aggressioni fisiche e non ci sono state colluttazioni. La situazione è tornata alla normalità quando gli è stato spiegato cos'era successo", ha ribadito Asst, "le porte sono state ripristinate già questa mattina. Sono fatte in modo tale da non poter essere rotte con facilità e i vetri hanno tenuto". La salma del 37enne è stata, poi, trasportata nell'obitorio dell'ospedale e ora è a disposizione dell'autorità giudiziaria.