Perché Gian Gaetano Bellavia, consulente di Report e delle Procure, è indagato a Milano

È noto per essere il consulente della trasmissione Report, che va in onda su Rai Tre, ma anche per essere stato scelto in passato come tecnico da diverse procure italiane. Parliamo del commercialista Gian Gaetano Bellavia, che attualmente è indagato dalla procura di Milano perché accusato di violazione della legge sulla privacy. L'iscrizione al registro degli indagati arriva nell'ambito dell'inchiesta nata dalla denuncia presentata proprio dal commercialista contro una storica collaboratrice del suo studio, Valentina Varisco, che ha accusato di aver "copiato" un milione di file ad "altissima sensibilità", che riguardavano personalità pubbliche e che sarebbero stati sottratti a 19 magistrati. Fra i nomi, presenti nei file, ci sarebbero il Ceo di Coima, Manfredi Catella, l'attore Luca Barbareschi, gli imprenditori Flavio Briatore e Claudio Lotito e l'ex tesoriere della Lega, Alberto Di Rubbia.
La presunta copiatura sarebbe avvenuta tra il 18 giugno 2024 e il 25 settembre 2024. E, per questa accusa, Varisco è finita a processo con citazione diretta a giudizio con l'accusa di accesso abusivo a sistema informatico. Lo scorso mese era emerso che agli atti dell'inchiesta era finito un documento di 36 pagine, sprovvisto di firma e data. L'assenza di un timbro formale avrebbe dovuto essere motivo di esclusione dal fascicolo d'indagine. Nessuno è riuscito mai a spiegare chi lo abbia inserito. In un primo momento, lo stesso commercialista aveva sostenuto che si trattasse di "spezzoni di mail" che erano riservate al suo primo difensore, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni. Il legale, in passato, aveva spiegato di non sapere come quel documento fosse finito agli atti e, poco dopo, avrebbe rimesso il mandato.
Tra questi presunti spezzoni di mail, Bellavia spiegava che la copiatura dei file sarebbe direttamente collegata al fatto che Varisco, con la quale il 71enne ha collaborato per vent'anni, avesse iniziato a lavorare per alcune società investigative. Inoltre, ci sarebbe scritto che tra i file rubati potrebbero esserci atti prodotti quando Bellavia lavorava come consulente per le Procure, che non sarebbero stati poi utilizzati nei processi perché contenenti dati personali non penalmente rilevanti o che riguardavano terzi. A ogni modo, proprio per capire come quel testo sia finito tra gli atti, Bellavia è stato iscritto al registro degli indagati dalla pubblico ministero Paola Biondolillo e dal sostituto procuratore Eugenio Fusco.