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Pagano i lavoratori 3 euro all’ora per consegnare volantini a Cremona: 6 indagati per caporalato

La guardia di finanza di Cremona ha indagato 6 persone per caporalato nella gestione del volantinaggio di note catene commerciali. Stando a quanto ricostruito, pagavano i lavoratori 3 euro all’ora invece di 8,6, sfruttando il loro stato di bisogno.
Immagine di repertorio (da iStock)
Immagine di repertorio (da iStock)

Sei persone sono indagate dalla guardia di finanza, in concorso, per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro per aver pagato i loro lavoratori, immigrati e quasi tutti clandestini, 3 euro all'ora per distribuire volantini pubblicitari di note catene commerciali invece degli 8,6 euro previsti da contratto collettivo nazionale. Le quattro ditte di cui sono titolari sono attive soprattutto nella provincia di Cremona, ma anche in quella di Lodi, Piacenza e Parma. Gli investigatori hanno accertato anche le responsabilità dell'amministratore unico di due società con sede nel Piacentino che, dopo aver stretto accordi con le aziende di grande distribuzione, affidava l'attività di volantinaggio in subappalto proprio ai sei indagati per caporalato in modo tale da abbattere le sue spese.

Le indagini, condotte dai militari del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cremona, hanno fatto emergere quello che è stato definito un "sistematico reclutamento e sfruttamento di manodopera totalmente irregolare per la distribuzione di volantini". Si parla di sei persone, cittadini indiani e pakistani, che attraverso quattro diverse ditte avrebbero ingaggiato migranti in stato di bisogno, per la maggior parte entrati in Italia per vie clandestine e richiedenti protezione internazionale, per gestire la distribuzione di volantini pubblicitari per note catene commerciali e alimentari.

I lavoratori sarebbero stati quasi tutti privi di contratto regolare e venivano retribuiti con circa 3 euro all'ora, quando il contratto collettivo nazionale di riferimento prevede una retribuzione pari a 8,6 euro all'ora. Inoltre, sarebbe stata del tutto assente l'assistenza previdenziale e assicurativa, oltre anche al rispetto delle norme in materia di sicurezza, igiene e assistenza sanitaria sui luoghi di lavoro.

Gli investigatori sono, poi, risaliti anche all'amministratore unico di due società, con sede a Piacenza, che avrebbe affidato in subappalto il servizio di volantinaggio di aziende della grande distribuzione. Dopo aver accettato le "commesse", si sarebbe rivolto ai sei, ora indagati per caporalato, proprio perché consapevole dello sfruttamento dei lavoratori garantendosi così un risparmio economico.

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