Operai pagati tra i 5 e i 7 euro all’ora e costretti a dormire dove lavoravano: sequestrato un opificio

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Foto di repertorio
Una ditta è stata sottoposta ad amministrazione giudiziaria dopo che è stato scoperto che i suoi operai venivano sfruttati.

Avrebbero pagato i loro operai tra i 5 e i 7 euro all'ora e li avrebbero costretti a dormire dove lavoravano: sfruttati, senza contratto e un adeguato stipendio. Queste sono solo alcune delle accuse rivolte a una ditta individuale del settore tessile, che aveva un opificio a Travagliato, comune della provincia di Brescia. Nello specifico, le ipotesi di reato contestate dalla procura sono di: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di lavoratori irregolari. 

Considerati gli elementi raccolti dagli inquirenti, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia ha disposto il sequestro preventivo dell'intero opificio e dei macchinari. Inoltre è stato nominato un amministratore giudiziario per consentire la prosecuzione dell'attività. Il titolare della ditta e il coniuge, nominato amministratore di fatto, sono entrambi indagati.

Dalle indagini svolte dai militari della Guardia di Finanza di Rovato, durante le quali è stato svolto un sopralluogo con gli ispettori di Ats Brescia, è stato possibile trovare un capannone con undici lavoratori. Nessuno di loro aveva un contratto regolare. In un caso, un operaio non aveva nemmeno il permesso di soggiorno.

Alcuni di loro dormivano nello stabile, vicino alla linea produttiva. Sono inoltre emerse gravi carenze igienico-sanitarie. Ascoltati dagli inquirenti, gli operai hanno raccontato di essere stati pagati tra 5 e 7 euro che venivano dati in contanti. Mai più di 800 euro al mese. Nessuno di loro è stato sottoposto a visita medica. Non hanno nemmeno ricevuto formazione sui rischi per la salute e la sicurezza o dispositivi di protezione individuale. Ovviamente, niente riposi o ferie.

Durante la prima ispezione, sono stati sequestrati 39 macchinari e 1.383 capi di abbigliamento. Poi, le indagini hanno permesso di comprendere il ruolo che avrebbe avuto il coniuge del titolare. Da qui, la denuncia per entrambi.

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