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Ucciso a Rogoredo da un poliziotto

Omicidio Rogoredo, la difesa di Cinturrino denuncia 6 testimoni. Un 39enne: “Diceva che voleva ammazzare Mansouri”

Un 39enne chiamato dalla Procura ha ricordato di quanto Carmelo Cinturrino gli avrebbe detto che “voleva ammazzare Zack”. Il 41enne è accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri e di altri 40 capi d’imputazione. I suoi avvocati hanno denunciato i 6 testimoni dell’accusa.
A cura di Enrico Spaccini
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Carmelo Cinturrino
Carmelo Cinturrino
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È iniziato questa mattina, venerdì 10 aprile, l'incidente probatorio richiesto dalla Procura di Milano per il procedimento a carico di Carmelo Cinturrino. L'assistente capo del Commissariato di Mecenate, in carcere per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri e indagato per oltre 40 capi di imputazione per estorsioni, spaccio e arresti illegali, si è presentato in aula davanti al giudice per le indagini preliminari Domenico Santoro con i suoi difensori, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno. In queste ore verranno ascoltati sei testimoni, che i legali del 41enne hanno provveduto a denunciare per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, calunnia e false dichiarazioni al pubblico ministero.

"Se non gli davi i soldi ti dava le martellate"

"Diceva che voleva ammazzarlo e mi aveva detto di dire a Zack che voleva ammazzarlo", ha dichiarato uno dei testimoni prima di entrare in aula. Si tratta di un 39enne, italiano senza fissa dimora, con problemi di tossicodipendenza e frequentatore del boschetto di Rogoredo. In quella zona, lo scorso 26 gennaio, Cinturrino ha esploso un colpo di pistola uccidendo il 28enne Mansouri, che tutti chiamavano appunto "Zack".

Il 39enne ha raccontato di come Cinturrino "chiedeva soldi e droga a tutti, spacciatori e tossicodipendenti" e che "se non gli davi i soldi ti dava le martellate, se gli davi i soldi ti lasciava stare". Il testimone, che aveva già rilasciato dichiarazioni simili agli inquirenti durante le indagini, aveva già fatto mettere a verbale che il poliziotto 41enne gli avrebbe detto: "Dì a Zack che quando lo vedo lo ammazzo" e che era solito "girare insieme a un altro, sempre quello".

Gli altri testimoni della Procura

Tra le varie persone che saranno ascoltate oggi in incidente probatorio, c'è anche il 31enne di nazionalità afghana, e senza fissa dimora, che è stato testimone oculare dell'omicidio di Mansouri. È stato lui, infatti, a raccontare agli investigatori di aver visto lo scorso 26 gennaio Cinturrino sparare un colpo di pistola alla testa al 28enne, mentre questo si stava voltando per scappare. Il 31enne aveva specificato di aver visto Mansouri cadere volto a terra, mentre i soccorritori lo avevano trovato disteso sulla schiena. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, sarebbe stato proprio Cinturrino a girare il corpo e poi, come ha ammesso, ha posizionato la replica di una pistola Beretta accanto al 28enne ormai in fin di vita per simulare una legittima difesa.

Comparirà poi anche il 41enne marocchino che quel pomeriggio era al telefono con Mansouri poco prima dello sparo e che gli aveva detto di scappare perché c'era la polizia. Parlerà il 19enne, anche lui marocchino, che aveva raccontato agli investigatori di come Cinturrino "ci portava via anche 4mila euro al giorno tra droga e soldi" e che Mansouri voleva dargli "200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno", ma l'agente disse che "lì comandava lui e voleva di più". Dopodiché, ci sarà il 22enne tunisino che il poliziotto aveva arrestato nel 2024 ma che poi era stato subito assolto nel processo per direttissima. Infine, parlerà il 29enne marocchino che ha raccontato di essere stato portato in ufficio da Cinturrino: "Mi ha trovato 15 euro addosso, li ha messi sul tavolo, poi mi ha schiaffeggiato per sette volte insieme al suo collega". Per averlo tenuto nello stanzino del Commissariato, Cinturrino è accusato di sequestro di persona.

L'incidente probatorio e la denuncia dei 6 testimoni

L'incidente probatorio è stato richiesto dal pm Giovanni Tarzia, titolare dell'inchiesta della Squadra Mobile della polizia, per fissare a prova le testimonianze rese nei giorni scorsi da varie persone. Si trattano di pusher e persone tossicodipendenti, alcune di loro già detenute in carcere o a rischio espulsione, che quindi in caso di processo potrebbero risultare non più reperibili.

Gli avvocati di Cinturrino, però, hanno già chiesto che vengano sottoposti a perizia psichiatrica per verificare se "siano affetti da intossicazione cronica da sostanze stupefacenti" e se "siano affetti da altre patologie psichiatriche". Giudicandoli "inaffidabili", i legali hanno presentato denuncia alla Procura contro tutti e sei i testimoni con le accuse di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, calunnia e false dichiarazioni al pubblico ministero. Essendo indagati, i colloqui si possono tenere solo in presenza di un difensore, che può essere nominato d'ufficio.

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