15 Ottobre 2021
16:17

Omicidio don Malgesini, secondo lo psichiatra “l’imputato era capace di intendere e di volere”

Ridha Mahmoudi, era “capace di intendere e di volere al momento dei fatti”. Lo ha detto Nicola Molteni, lo psichiatra incaricato dalla Procura per una consulenza davanti alla Corte d’Assise, aggiungendo che l’uomo, accusato di omicidio volontario di don Roberto Malgesini, “era ed è imputabile”. La Corte ha quindi respinto la richiesta della difesa di disporre una perizia psichiatrica.
A cura di Filippo M. Capra

Il presunto assassino di don Roberto Malgesini, il prete degli ultimi ucciso il 15 settembre del 2020, Ridha Mahmoudi, era "capace di intendere e di volere al momento dei fatti". Lo ha detto Nicola Molteni, lo psichiatra incaricato dalla Procura per una consulenza davanti alla Corte d'Assise.

Lo psichiatra: Mahmoudi capace di intendere e di volere

Molteni ha poi aggiunto che Mahmoudi "è ed era imputabile" per i reati che gli vengono contestati. A seguito della relazione dello psichiatra, la Corte ha rigettato la richiesta della difesa di provvedere ad una nuova perizia psichiatrica per l'imputato. Nella relazione offerta da Molteni, si legge che Mahmoudi, al momento del loro incontro, è stato collaborativo ma "ripeteva continuamente che, dei fatti per cui è imputato, ne avrebbe parlato con il giudice". Nessuna ritualità, comunque, per l'omicidio, considerando che l'imputato aveva cercato nei giorni precedenti all'omicidio del sacerdote altre possibili vittime, tra cui l'avvocato Rusconi.

La sentenza è attesa per il prossimo 28 ottobre

Lo psichiatra ha poi parlato delle pretese dell'imputato, secondo cui le istituzioni italiane non l'avrebbero aiutato, oltre che della sua personalità particolarmente antisociale che "rappresenta l’80-90 per cento dei carcerati". Questo porterebbe a una diversa visione del mondo rispetto agli altri cittadini che però non esclude la capacità di intendere le conseguenze che può portare un gesto come quello che ha portato alla morte di don Malgesini. Il prossimo appuntamento in aula è fissato al 28 ottobre prossimo quando arriverà la sentenza della Corte d'Assise.

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