Omicidio a Chiari, Eduart Xhani ha ucciso la madre 39enne con 10 coltellate: si indaga sul movente

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Eduart Xhani ha ucciso la madre Meleqe Lusha nella loro abitazione di Chiari (Brescia) con circa 10 coltellate. Non è ancora chiaro il movente dell’omicidio. Intanto, il 21enne è stato portato in carcere per omicidio volontario.

Sarebbero circa 10 i fendenti inferti da Eduart Xhani alla madre Meleqe Lusha nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 novembre nella loro abitazione di Chiari (in provincia di Brescia). Sarà l'autopsia, però, a stabilire il numero esatto di ferite subite dalla 39enne e quale arma avrebbe usato il figlio. Probabilmente il 21enne ha usato un coltello, che però al momento non è stato trovato. Resta ancora avvolto nel mistero anche il motivo che ha portato Xhani a uccidere sua madre. Il ragazzo, infatti, si è presentato ieri mattina dai carabinieri a Cremona confessando il delitto, ma senza aggiungere alcuna spiegazione. Intanto, la pm Laura Matrone della Procura di Brescia ha disposto il fermo per omicidio volontario e la custodia del 21enne in carcere a Canton Mombello.

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Xhani, nato nel Veronese, aveva deciso di seguire la madre a Chiari dopo che lei si era separata dal compagno. Lusha, 39enne di origine albanese, era così tornata a vivere insieme ai fratelli e lavorava nella mensa dell'ospedale Civile di Brescia. Il 21enne, invece, dopo essere stato impiegato come operaio in una fabbrica della zona, negli ultimi tempi era dipendente presso un fast food. Assistito dall’avvocato Nicola Mazzocca, è incensurato, non ha mai avuto problemi con la giustizia.

Xhani e sua madre Lusha vivevano al terzo piano di una palazzina residenziale di via Tagliata a Chiari. Nessuno avrebbe segnalato una lite o una discussione animata la sera del 2 novembre, ma qualcosa deve essere accaduto. Il 21enne, infatti, avrebbe impugnato un coltello e inferto almeno 10 fendenti alla parte superiore del corpo della madre, tuttavia il perché è ancora sconosciuto. Gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri hanno lavorato ore per effettuare i prelievi del caso.

Il ragazzo, invece, si è presentato presso la caserma dei carabinieri di Cremona intorno alle 7 del 3 novembre. Sarebbe salito sulla sua Audi A1 appena dopo l'omicidio, con gli abiti ancora sporchi di sangue. Avrebbe vagato per quasi 10 ore, dopodiché quasi in stato confusionale avrebbe confessato ai militari di aver ucciso la madre, senza fornire una spiegazione al suo gesto. La procuratrice di turno a Brescia ha disposto il suo fermo per omicidio volontario e disposto la misura cautelare del carcere, mentre gli investigatori stanno continuando a lavorare per ricostruire la dinamica esatta di quanto accaduto e risalire a un possibile movente.

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