Anche Limbiate oggi e domani saluterà Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano ucciso a Goma, nella Repubblica democratica del Congo, lunedì 22 febbraio. Dopo i funerali di Stato di ieri, la salma è ora nel paese della Brianza: già dalle prime ore del mattino in Comune è stata allestita la camera ardente e una lunga fila di suoi concittadini attende di entrare nella sala per dargli ultimo saluto. A causa delle norme anti Covid gli ingressi sono contingentati, ma tutta Limbiate ha tempo fino alle 19 di questa sera quando la camera ardente sarà chiusa al pubblico in attesa dei funerali di domani sabato 27 febbraio. La cerimonia è prevista al Centro Sportivo di via Tolstoj dove l'amministrazione comunale – come spiegata in un post Facebook – ha allestito una diretta streaming per tutti quelli che potranno seguire la cerimonia solo da casa a causa della capienza limitata sempre a causa delle restrizioni anti contagio.

Il sindaco di Limbiate: Luca per me è l'eterno giovane

A partecipare alla camera ardente e ai funerali c'è anche il sindaco di Limbiate Antonio Romeo. Tra i due c'era un'amicizia vera, uno scambio di messaggi almeno tre volte al mese. Segno che con la mente Attanasio era in Congo ma con un pezzo di cuore sempre nel suo paese in provincia di Monza dove vivono ancora i suoi genitori. "Oggi e domani sono giornate difficili. Abbiamo allestito il picchetto e la camera ardente, ma da lassù sicuramente Luca mi direbbe di lasciare stare, che è troppo. Ma questo è il giusto riconoscimento per quello che lui ha fatto per la sua città", tiene a precisate il sindaco a Fanpage.it. Tanta le persone che hanno mandato messaggi di cordoglio: "Molti sono studenti. Segno che Luca è un'esempio per tutti, soprattutto per i giovani. Ha insegnato loro che i sogni si avverano anche se si vive in un paese di provincia. Chissà che uno dei nostri studenti un giorno non diventi un ambasciatore". Luca Attanasio amava l'Africa ma parte del suo cuore è sempre rimasto nel suo paese brianzolo in cui è cresciuto e dove ritornava a trovare la sua famiglia due o tre volte l'anno. Poi però la pandemia aveva fermato anche i suoi viaggi. "Chi lo conosceva non poteva non amarlo. Si preoccupava di tutti anche se era lontano. Io a gennaio sono risultato positivo al Covid e non è mancato il suo messaggio di conforto. Amava il suo paese e il suo paese era orgoglioso di lui", aggiunge il sindaco.

Il ricordo dell'ex parroco Don Angelo

Non mancherà neanche Don Angelo Gornati, l'ex parroco di Limbiate che lo conosceva fin da quando era ragazzi e lo ha visto crescere. "Luca era un costruttore di ponti, aveva la grande dote di saper ascoltare. Portava una luce che illuminava e riscaldava il cuore, sapeva cogliere e sottolineare gli aspetti positivi. Credo che la sua carriera di ambasciatore sia partita proprio da qui, dal voler legare le varie culture e i vari popoli". E ancora: "Aveva 13 o 14 anni quando sono arrivato a Limbiate nel 1992, l'ho visto crescere impegnato in oratorio, nei vari gruppi, alcuni che ha portato avanti lui. Di aiuto per anziani e ammalati, uno che è rimasto ancora oggi che è quello dei ragazzi disabili. Quello era Luca".