Morto a 18 anni durante lo stage: negato il patteggiamento al titolare dell’azienda

È stato negato il patteggiamento all'uomo di 59 anni, titolare dell'azienda agricola Bassanetti in cui lavorava Pierpaolo Bodini, il ragazzo di 18 anni che era in stage nella sua ditta e che è morto il 20 giugno 2024 nel Lodigiano durante le operazioni di pulizia di una seminatrice. Nella giornata di ieri, mercoledì 4 marzo, si è svolta un'udienza al tribunale di Lodi durante la quale la Procura ha espresso parere contrario alla proposta di patteggiamento. In un primo momento, lo avevano ritenuto ammissibile. Ora però i magistrati hanno motivato la loro decisione alla luce dei precedenti del 59enne, che attualmente è a processo per omicidio colposo aggravato dall'inosservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
L'uomo, infatti, in passato è stato condannato a undici mesi dopo un patteggiamento per inquinamento ambientale. Era stato accusato di aver versato sostanze nocive. A seguito di questa decisione, il giudice ha disposto la restituzione degli atti alla Procura così da poter riformulare il capo d'accusa. Non è escluso che la difesa dell'imprenditore ripresenti una proposta di patteggiamento. Potrà infatti farlo purché abbia condizioni diverse da quelle prospettate oggi: bisognerà infatti tenere conto del precedente dell'imputato. Un elemento che impedirebbe la sospensione della pena.
Durante l'udienza è stato evidenziato che non è stato effettuato alcun risarcimento nei confronti della famiglia del 18enne. Inoltre, l'imputato non avrebbe collaborato nelle fasi successive alla tragedia. Tutti elementi che saranno presi in considerazione nella valutazione complessiva.
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Codogno e dai tecnici della Agenzia di tutela della salute, coordinati dalla Procura di Lodi, il 20 giugno 2024, il ragazzo, ex studente di agraria perché aveva deciso di lavorare subito, stava lavorando al braccio di una seminatrice. Quel giorno, infatti, era il primo giorno di semina dopo mesi di pioggia e Badini, "Bodo" come lo conoscevano in paese, stava preparando il macchinario. A un certo punto, il braccio si sarebbe abbassato improvvisamente dopo la rimozione di uno dei perni di sicurezza che avrebbe dovuto impedirne il movimento. Il braccio lo ha schiacciato a terra, uccidendolo. Il ragazzo che era con lui, un ventenne, è stato ricoverato per lo shock. Dopo le indagini, si sono aperti sia il procedimento penale che quello civile per il riconoscimento dei danni alla famiglia. Per l'accusa, Bodini non disponeva di alcuna misura di sicurezza attiva: pur avendo ricevuto una formazione certificata da una realtà esterna all'azienda, non sarebbe stato protetto in alcun modo.
A poche ore dalla tragedia, la madre raccontò che il figlio era un grande lavoratore "con una passione enorme per il mondo dell'agricoltura". Il giovane, infatti, condivideva sul suo profilo Instagram immagini e video di mezzi agricoli, seminatrici e macchinario di ogni tipo.