Il professore Mauro Pamiro trovato morto lo scorso giugno in un cantiere
in foto: Il professore Mauro Pamiro trovato morto lo scorso giugno in un cantiere

Lo si vede incamminarsi scalzo verso una palazzina in costruzione e poi scomparire. Da queste immagini, immortalate in pochi secondi dalle telecamere di video sorveglianza, si stanno ora concentrano le indagini della polizia di Crema, che da più di tre mesi stanno cercando di fare luce sulla morte di Mauro Pamiro, il professore di informatica di 44 anni trovato morto la mattina del 29 giugno in un cantiere edile di via Don Mazzalari, nel quartiere dei Sabbioni, a Crema, in provincia di Cremona.

L'autopsia aveva accertato che l'uomo fosse morto precipitando da un piano dell'edificio in costruzione

Le immagini, come riferisce la "Provincia di Cremona", ritraggono il professore camminare senza scarpe per il cantiere di una palazzina in costruzione sabato sera. E poi il buio: il 44enne è stato trovato morto la mattina del lunedì successivo dagli operai tornati al lavoro. Al momento del ritrovamento, il corpo senza vita dell'uomo aveva un colpo di pistola alla testa. Ma nel cantiere, poco distante dalla villetta del professore, non erano state trovate tracce di sangue e nessun tipo di arma. L'autopsia di qualche giorni dopo aveva poi accertato che il colpo alla testa non era stato perforante, ovvero non era da attribuire alla causa del decesso avvenuto invece per le lesioni dovute dalla caduta da un piano dell'edificio ancora in costruzione. Certezze che aveva portato la squadra mobile di Cremona a pensare, in un primo momento, che l'insegnante potesse essere stato ucciso, magari altrove, e poi trasportato nel cantiere. Ora però queste nuove immagini potrebbero dare una svolta alle indagini.

Unica indagata a piede libero per l'omicidio è la moglie del professore

Per gli inquirenti non regge invece l'ipotesi del suicidio. Era stato il padre della vittima a riferire che il figlio soffriva di distrofia muscolare di Becker, una malattia degenerativa progressiva e invalidante che gli causava forti dolori. La malattia non gli avrebbe permesso di arrampicarsi sulle impalcature del cantiere e di buttarsi giù. L'unica indagata a piede libero con l'accusa di omicidio subito dopo la morte di Pamiro era la moglie, ricoverata per due settimane in Psichiatria all'ospedale di Crema e sottoposta a un Trattamento sanitario obbligatorio. Ma ancora oggi non ci sono prove né certezze.