Con i guadagni del traffico internazionale di droga era riuscito ad acquistare sei immobili, un'auto e ad aprire diversi conti bancari. Ora il patrimonio del narcotrafficante di 53 anni, domiciliato in provincia di Monza e Brianza, è finito nel mirino della Direzione investigativa antimafia di Bologna. Gli investigatori emiliani, supportati da quelli milanesi e bresciani, hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano che ha portato al sequestro di oltre un milione di euro.

La droga arrivava in Italia attraverso imbarcazioni dall'estero

Secondo quanto emerso dagli inquirenti, l'uomo era a capo di una complessa rete di narcotraffico sparsa per tutta l'Italia. La droga, venduta nelle grandi piazze di spaccio, arrivava sul territorio italiano attraverso imbarcazioni provenienti dall'estero: solo nel 2014 dal Marocco erano arrivate tre tonnellate di hashish tramite barche costruite su misura e modificate appositamente per adibirle al trasporto di droga.

Già condannato a 16 anni di reclusione

L'uomo, residente in provincia di Bergamo ma domiciliato in Brianza, era già finito al centro di altre indagini e operazioni antimafia nel corso degli anni. Il giudice del tribunale di Bologna lo aveva già condannato a 16 anni di reclusione nell'ambito dell'operazione "Double Game": il 53enne sta ora scontando la sentenza. L'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo emiliano è riuscita a smantellare l'intero gruppo criminale con al vertice tre italiani. Questi seguivano di persona tutte le fasi organizzative dell'importazione: dal reperimento dell'imbarcazione all'individuazione dello skipper, fino alla trattativa con i fornitori di droga. Con i proventi ricavati dal traffico illecito erano riusciti ad acquistare beni immobili e mobili di alto valore.