(Immagine di repertorio)
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Ha visto un'ambulanza ferma sotto a un palazzo per un intervento di soccorso e ha iniziato prima a inveire contro i soccorritori e poi a scagliarsi fisicamente contro il mezzo. Protagonista dell'episodio, avvenuto sabato mattina a Milano, una donna, apparentemente una delle tante "negazioniste" dell'emergenza Coronavirus in corso. Stando a quanto riportato dal "Corriere della sera", infatti, la donna si sarebbe scagliata contro i soccorritori urlando loro di essere dei "terroristi" e dicendo che le ambulanze girano con le sirene accese "per spaventare la gente". Delle strampalate tesi che in questo periodo – nel pieno della seconda ondata di una pandemia che nella sola Lombardia ha fatto oltre 19mila morti – si stanno moltiplicando e stanno conducendo anche a fenomeni preoccupanti: da chi fa video nei pressi dei pronto soccorso per sostenere che non ci sia alcuna emergenza a chi segue le ambulanze con sirene accese per cercare di provare che i mezzi in realtà girino a vuoto col solo intento di spaventare le persone.

La donna è stata identificata dalla polizia locale

Nel caso in questione l'ambulanza – della cooperativa sociale InterSos – era intervenuta in via Rancati, zona Turro, per una richiesta di soccorso in codice giallo. Parte dell'equipaggio era salito nell'appartamento della persona da soccorrere, ovviamente dopo aver indossato le tute anti contagio. Mentre era in corso l'intervento è arrivata la donna, che ha iniziato prima a rivolgere insulti e accuse e poi ha preso a calci e pugni l'ambulanza. La scena è stata notata da una pattuglia della polizia locale che ha identificato la donna, poi bloccata anche dall'intervento dei parenti della persona soccorsa. Il presidente della cooperativa sociale, che già negli scorsi giorni aveva denunciato sul sito dell'associazione la "fake news" delle ambulanze in giro "a vuoto" con le sirene accese, ha deciso che sporgerà querela nei confronti della negazionista: un gesto per difendersi dai sempre più frequenti attacchi verso chi rischia la propria vita per salvare quella degli altri.