Foto di repertorio
in foto: Foto di repertorio

Sono 568 i decessi nella sola città di Milano causati da un'esposizione fuori controllo del biossido di azoto (NO2) in un solo anno. Eppure al capoluogo lombardo basterebbe che i veicoli diesel "emettessero non più di quanto previsto dalle norme nell'uso reale per assicurarsi un inquinamento da NO2 entro nei limi di qualità dell'aria previsti dall'Unione Europea già nel 2018". Non poteva essere più chiaro il report speciale "Mal'Aria" pubblicato da Legambiente alla vigilia del via libera delle limitazioni antismog previste dall'Accordo di bacino padano per cercare di ridurre l'inquinamento atmosferico. Un accordo giudicato da Legambiente non sufficiente, benché alcune misure vadano nella direzione della riduzione delle emissioni, a partire dal rinvio del blocco dei diesel Euro 4. Per l'associazione ci vuole "più coraggio: è ciò che ci saremmo aspettati dalla Regione Lombardia che invece ha preferito rimandare all’anno nuovo il blocco alla circolazione dei mezzi più vecchi e inquinanti Euro 4 che sarebbe dovuto scattare dal prossimo primo ottobre nelle città sopra i trentamila abitanti", come tiene a sottolineare Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Tutte le città lombarde insufficienti rispetto ai limiti sulle polveri sottili

Ma a "soffocare" per lo smog non è solo Milano. Legambiente, dati alla mano, ha bocciato infatti tutte le città lombarde sul tema della qualità dell'aria. Riassumendo: "Tutte le città lombarde risultano insufficienti rispetto ai limiti previsti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che si basano sulla concentrazione medie annue delle polveri sottili e del biossido di azoto con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall'Oms analizzati in cinque anni, dal 2014 al 2018". In cima alla liste delle città più inquinate ci sono Milano e Como che si sono beccate uno zero come voto, seguite da Monza con voto 1, poi Bergamo con 2 e Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Varese con 3. Lecco e Sondrio invece si aggiudicano un 4. Una problema che richiede soluzioni immediate, come una mobilità più sostenibile: "È indispensabile scoraggiare l’uso indiscriminato dell'automobile privata – suggerisce Federico Del Prete, presidente del circolo Legambici – incentivando una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile per tutti. Incrementare notevolmente i chilometri di piste ciclabili e potenziare la sharing mobility sono i primi provvedimenti da adottare". E poi si rivolge a Regione Lombardia dichiarando che "è arrivato il tempo di dimostrare di voler davvero investire nel trasporto collettivo, nell'intermodalità e nella mobilità dolce, in una visione finalmente europea verso città più efficienti a inquinamento ed emissioni zero".