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Il forno crematorio di Lambrate a Milano ha riaperto da sabato 20 febbraio anche ai non residenti: è quanto emerge da una determina, pubblicata venerdì 19 febbraio, del Comune. La chiusura – nei confronti di coloro che non avevano la residenza – era stata disposta a novembre scorso, durante la seconda ondata, a causa del crescente numero di morti. Al momento invece i decessi sembrerebbero essersi stabilizzati: "Il tasso di mortalità giornaliero a Milano – si legge lungo il testo – è tornato ai livelli ordinari pre-Covid-19, stabilizzandosi a circa 45-50 decessi al giorno".

Al momento non c'è nessuna lista di attesa

L'assessore comunale ai Servizi civici, Roberta Cocco, ha inoltre aggiunto: "Siamo tornati alla media pre Covid. Non ci sono più feretri in attesa. Per questo torniamo alla piena operatività e possiamo riprendere le cremazioni anche per chi non è residente a Milano". A novembre infatti, oltre a toccare gli ottanta decessi al giorno, si era registrata un'attesa fino ai venti giorni. E proprio per questo motivo era stata disposta – come ad aprile durante la prima ondata – la chiusura.

I lavori di ampliamento del crematorio

Al di là della pandemia, da Palazzo Marino fanno sapere che è in costante crescita il numero di persone che richiedono la cremazione. Si è infatti passati dal cinquanta per cento delle richieste al 75 per cento. E anche per questo motivo si sta lavorando per un ampliamento del crematorio di Lambrate. Stando a quanto riportato dal Comune infatti si sta procedendo con l'ultimazione di altri due forni che si andranno ad aggiungere ai quattro già esistenti.