Alcuni soldi trovati nel freezer del ricettatore egiziano (Fonte: Questura di Milano)
in foto: Alcuni soldi trovati nel freezer del ricettatore egiziano (Fonte: Questura di Milano)

Accurati sopralluoghi in alcune zone di Milano dove utilizzavano un piccolo pezzo di plastica per segnalare gli appartamenti "idonei" a essere derubati senza correre rischi. Se dopo alcuni giorni era ancora lì, significava che l'abitazione era ancora disabitata. Altrimenti se ne cercava un'altra. Era questo il metodo utilizzato dalla "banda dei georgiani" nei cui confronti è stato emesso un provvedimento di fermo da parte del pubblico ministero Francesca Crupi e dal procuratore aggiunto Laura Pedio. La decisione – secondo quanto riportato dal "Corriere della Sera" – è arrivata a seguito delle risultanze delle ultime indagini, secondo le quali i presunti colpevoli si stavano organizzando per rientrare in Georgia e in Francia. Oltre i sette componenti, ce n'era un altro: il palo. L'uomo, un ricettatore egiziano, è stato fermato d'iniziativa dalla polizia.

Nascondevano i soldi nel freezer: "Ce li dà sempre congelati, dovrebbe averne oltre diecimila"

Proprio a casa del "palo" sono stati trovati in un freezer gioielli, monili d'oro e soldi per un totale di 15mila euro. "Ce li dà sempre congelati e li tira fuori da lì in un attimo", si raccontavano due dei sette componenti della banda, aggiungendo: "Dovrebbe averne oltre diecimila". Proprio queste ultime parole lasciano pensare che la refurtiva provenga da più di un furto. Gli inquirenti stanno infatti concentrando le loro indagini su cinque episodi particolari: uno tra il 23 e il 30 luglio in viale Teoderico in zona Fiera, il secondo tra il 10 e l'11 settembre in via Mac Mahon, il terzo il 19 settembre in via Filippino Lippi a Città Studi, il quarto a Solaro tra il 20 e il 21 settembre e il quinto a Pregnana Milanese il 23 settembre. In tutti questi furti, i presunti ladri avrebbero rubato tra i 20 e i 30mila euro. Durante l'arresto avvenuto all'alba sono state trovate chiavi bulgare utilizzate per aprire qualsiasi tipo di porte, grimaldelli, oro e 9.000 euro in contanti.

Ingannati da un'impronta lasciata in una casa

Per quanto bravi nell'eseguire i furti, i ladri si sarebbero lasciati scoprire da un'impronta trovata dalla Scientifica durante un sopralluogo. Uno dei membri infatti era stato arrestato – sempre per furto – nel 2012. Oltre a risalire alle loro conversazioni, la polizia ha trovato alcune auto a noleggio usate dalla banda e ha così iniziato a pedinarli. Questo ha consentito alle forze dell'ordine di evitare altri colpi e di arrestarli prima che potessero fuggire.