L’uomo indagato per la morte di Aurora Livoli aveva già abusato di altre tre ragazze in passato

Sarebbero quasi tutte 19enni le ragazze aggredite e violentate da Emilio Gabriel Valdez Velazco, il peruviano di 57 anni indagato per l'omicidio di Aurora Livoli, la 19enne ritrovata in un cortile di via Paruta 74 la mattina di lunedì 29 dicembre scorso, e deceduta – secondo l'autopsia – per strangolamento. E a tutte avrebbe stretto le mani al collo. Secondo quanto si apprende infatti, l'uomo in passato avrebbe già aggredito e violentato altre due donne in strada, una a Milano e una a Cologno Monzese. E una terza, in questo caso una 40enne, l'avrebbe invece molestata in strada sempre a Cologno, dove l'uomo risulta essere domiciliato in un'abitazione in condivisione con la compagna.
Gli altri casi di violenza sessuale e molestie
Un primo caso di violenza sessuale risale al 7 ottobre 2019: all’angolo tra via Pasteur e via Padova, a Milano, l'uomo avrebbe aggredito una 19enne. Per questo era stato condannato ed espulso (ma il provvedimento non era mai stato eseguito). A luglio 2024, invece avrebbe molestato una 40enne italiana in strada a Cologno, sempre dopo averle stretto una mano al collo. E ancora, oltre un anno dopo, nel 2025, arriva la denuncia per lo stupro di un'altra 19enne, sempre a Cologno. Infine si contano l'aggressione e la tentata la rapina sempre di una 19enne, alla fermata della metropolitana di Cimiano, a Milano, lo scorso 28 dicembre e la presunta aggressione e morte per strangolamento su Aurora Livoli, della notte tra il 28 e 29 dicembre 2025.
I precedenti penali di Emilio Gabriel Valdez Velazco
A carico di Emilio Gabriel Valdez Velazco ci sono precedenti penali per rapina aggravata, violenza sessuale e immigrazione clandestina. I precedenti per le violenze sono relativi al 2019, al 2024 e al 2025 ma il 57enne ha scontato il carcere a Pavia solo per la violenza sessuale commessa nel 2019. Secondo quanto si apprende Valdez Velazco, era entrato in Italia dalla frontiera di Linate nel 2017, si è trattenuto oltre i termini consentiti, diventando quindi irregolare dal 4 agosto del 2019.
Nei suoi confronti il prefetto di Milano ha emesso il primo provvedimento di espulsione, eseguito dal questore di Milano con decreto di accompagnamento coattivo alla frontiera il 6 agosto dello stesso anno. Il 16 giugno del 2023, Valdez Velazco ha richiesto con kit postale il rilascio del permesso di soggiorno, in qualità di fratello di una cittadina italiana, permesso che gli è stato negato dal questore di Milano per motivi di pericolosità sociale, l'11 gennaio del 2024.
Il 25 marzo del 2024, è stato arrestato perché rientrato in Italia prima che fossero decorsi 5 anni dall'esecuzione dell'espulsione. Nei suoi confronti è stato nuovamente adottato un provvedimento di espulsione, per motivi di pericolosità sociale, emesso il 26 marzo del 2024 dal prefetto di Milano, ed eseguito con ordine a lasciare il territorio dal questore di Milano.
In occasione della seconda espulsione, non è stato possibile procedere al rimpatrio immediato di Valdez Velazco perché il passaporto risultava scaduto il 2 maggio del 2022 e quindi non idoneo a consentire l'imbarco immediato. Per questo motivo, è stata, quindi, richiesta l'assegnazione di un posto al Cpr affinché durante il trattenimento fosse possibile ottenere il relativo lasciapassare da parte dell'autorità consolare.
Il posto, assegnato dalla Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle Frontiere nel locale Centro di Milano Corelli, è stato successivamente rifiutato a causa "dell'inidoneità alla vita in comunità, decretata dal medico, per un'asserita patologia delle vie urinarie e nei suoi confronti è stato emesso un ordine a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni'.