Domani, mercoledì 7 aprile, sono 785.910 gli studenti lombardi che torneranno in classe, altri 615.903 invece continueranno a seguire le lezioni a distanza. A tornare sui banchi di scuola saranno gli studenti fino alla prima media, nidi compresi. In tutto in Italia circa 5,6 milioni alunni tornano a seguire le lezioni in presenza da domani: quasi il 66 per cento degli 8,5 milioni di alunni iscritti alle scuole statali e paritarie. Ovvero, due su tre.

L'80 per cento degli insegnanti torna in classe vaccinato

Oltre ai piccoli alunni, compresi i bambini dei nidi e delle scuole dell'infanzia, anche gli insegnanti lombardi si ripresenteranno di nuovo in cattedra. E a quasi tutti è già stata somministrata almeno una dose del vaccino anti Covid: stando ai dati riportati da Regione Lombardia, l'80 per cento del personale sanitario è stato vaccinato. Nel dettaglio, dei 221.336 insegnanti e personale scolastico lombardo, 176.481 hanno ricevuto la prima dose. In 651 invece anche la seconda. Parte degli insegnanti sono andati in classe per garantire anche la frequenza agli studenti con disabilità o bisogni speciali. Tutti, insegnanti e alunni, dovranno in qualsiasi caso continuare a seguire le regole anti contagio: prima tra tutte l'obbligo di indossare la mascherina anche per gli studenti under 12, necessario per un ritorno sui banchi in totale sicurezza.

Cosa fare in caso di positività al Covid

Ats Milano nei giorni scorsi, inoltre, ha diffuso una lettera a tutti i dirigenti scolastici per ribadire il protocollo da seguire nel caso in cui un alunno o docente risultasse positivo al tampone: dovranno rispettare la quarantena di 14 giorni, oltre allo studente o insegnante risultata contagiata, anche i contatti stretti. Resta la regola che per la ricerca del contatto stretto si considerano i due giorni precedenti alla data di effettuazione del tampone o alla manifestazione dei primi sintomi. Al termine della quarantena Ats propone al contatto stretto di fare un tampone. Nel caso si tratti di una variante del Covid, al termine dei 14 giorni non sarà sufficiente fare un test rapido, ma bensì uno molecolare. E ancora: sono da ritenersi contatto stretto i compagni di classe. Mentre i docenti, se hanno rispettato le misure anti contagio, non sono considerati tali ma devono effettuare ugualmente un tampone molecolare ma, in attesa dell'esito, possono continuare a lavorare. Nel caso invece di positività di un insegnante, anche se questo ha sempre rispettato tutte le norme, per Ats Milano gli alunni delle classi, in cui ha insegnato il docente positivo, sono da considerarsi contatti stretti.