È attivo da oggi in Lombardia il numero unico nazionale per richiedere assistenza sanitaria, prestazioni o consigli medici non urgenti. Cambia, in sostanza, il servizio di guardia medica, che già aveva cambiato nome diventando "servizio di continuità assistenziale". Da oggi, lunedì 20 luglio, si potrà accedere al servizio chiamando il numero unico 116 117 da quasi tutte le province della Lombardia con l'eccezione del Bresciano, dove il servizio partirà lunedì prossimo, 27 luglio. Il numero unico, che servirà per contattare sia la continuità assistenziale sia la guardia medica turistica, sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 e 24 ore su 24 nei giorni festivi e prefestivi. Per gli interventi urgenti resta naturalmente sempre attivo il numero 112, Numero di emergenza unico europeo.

Anche l'istituzione del 116 117 risponde a una direttiva dell'Unione europea, che già nel 2007, secondo quanto ha chiarito il direttore generale di Areu Lombardia (Azienda regionale emergenza urgenza) Alberto Zoli, definì che tutte le cure mediche non urgenti dovevano fare capo a un altro numero unico armonizzato nazionale e comunitario. Zoli era presente oggi assieme a Fabrizio Polverini, che sarà il responsabile del nuovo servizio, e all'assessore al Welfare Giulio Gallera alla conferenza stampa di presentazione del nuovo numero unico.

La Lombardia è la prima regione in Italia ad attivare il numero unico

"Siamo la prima regione in Italia ad attivare questo numero per la continuità assistenziale", ha dichiarato Gallera, che ha evidenziato come prima di oggi i cittadini che avevano bisogno di prestazioni o consigli medici non urgenti dovevano chiamare una varietà di numeri diversi da zona a zona. "Da oggi c'è un numero unico: dietro questo numero c'è un grande lavoro di efficientamento del servizio realizzato negli anni e già attivo in quasi tutte le province, testato con risultati importanti". Gallera ha spiegato in breve il funzionamento del servizio: chiamando il 116117 "in pochi secondi (ma in realtà il tempo d'attesa a regime non dovrà essere superiore ai 2 minuti nel 75 per cento dei casi, ndr) c'è una risposta da parte di un operatore, perché l'imprinting è quello dell'112″. L'operatore smisterà poi la chiamata "nell'area più vicino a quella in cui il cittadino chiama e verificherà l'effettiva presa in carico del bisogno" da parte di un medico, cui spetta una consulenza telefonica o la presa in carico del paziente in altre modalità. A rispondere al numero, come ha sottolineato Zoli, ci sarà sempre un essere umano.