“Lista chiusa per la visita dermatologica, ogni volta devo pagare 100 euro al privato”: la denuncia di Irina

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Foto di repertorio
Irina ha raccontato a Fanpage.it che per il secondo anno di seguito ha dovuto pagare 100 euro per fare privatamente una visita dermatologica di controllo: “È la seconda volta che cerco di prenotarla con il Cup o dall’app della Regione Lombardia, ma dicono che le liste sono chiuse”.

"È da due anni che provo a prenotare una visita dermatologica con il sistema sanitario nazionale, ma ogni volta è la stessa storia: le liste sono chiuse e io devo andare dal privato". A parlare a Fanpage.it è Irina, una donna che vive in provincia di Brescia e che periodicamente deve sottoporsi alla dermatoscopia, la mappattura dei nei. Come le era già successo l'anno scorso, anche quest'anno ha dovuto rivolgersi a una struttura privata per effettuare la visita, dato che le strutture pubbliche hanno le liste chiuse: "Ogni volta se ne vanno 100 o 120 euro", ha affermato.

"L'anno scorso mi sono presentata al Cup (il centro unico di prenotazione, ndr) per prenotare la visita, ma mi hanno detto che le liste erano chiuse. Così sono dovuta andare a farla privatamente". Irina ha provato anche quest'anno a chiedere al Cup, a chiamare il numero verde e a prenotare direttamente attraverso Salutile, l'applicazione ufficiale di Regione Lombardia, ma sempre con lo stesso risultato.

"In qualunque provincia io guardi", ha spiegato Irina, "è la stessa storia". Ha raccontato di aver provato non solo con diverse strutture della provincia di Brescia dove vive, ma anche in quelle a Pavia, a Lodi e a Cremona: "Ho cercato in tutte quelle che potevo, ma le liste sono chiuse e non fanno prenotare nemmeno a un anno di distanza". L'unica soluzione per Irina rimane, dunque, rivolgersi al privato. Per una visita come quella che serve a lei il costo si aggira sui 100 o 120 euro ciascuna, che formano una spesa importante quando il controllo è richiesto periodicamente.

Come previsto dal decreto legge 73 del 2024, le aziende sanitarie non possono chiudere le liste d'attesa. Le agende devono restare sempre aperte e se il Cup non potesse erogare la visita entro i tempi previsti, deve essere garantita la prestazione in intramoenia o in una struttura privata accreditata a carico del sistema sanitario nazionale. Qualora dovesse verificarsi una violazione del regolamento, il cittadino può segnalare, documentandolo, l'eventuale comportamento scorretto.

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