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7 Gennaio 2022
19:25

L’immunologo Abrignani a Fanpage: “L’obbligo vaccinale dovrebbe essere per tutti, non solo per over 50”

Sergio Abrignani, immunologo dell’Università degli studi di Milano, commenta a Fanpage.it l’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50: “La cosa migliore sarebbe estenderlo a tutti”. Sul ritorno a scuola: “Non chiuderei le scuole quando è tutto aperto”.
Intervista a Prof. Sergio Abrignani
Immunologo dell'Università degli studi di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico
A cura di Giorgia Venturini
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Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Per frenare l'ondata Omicron il governo punta sulla campagna vaccinale: nell'ultimo decreto Covid il Consiglio dei ministri ha deciso di rendere obbligatorio il vaccino anti Covid per quella fascia di età considerata più a rischio nell'aggravarsi della malattia e a causa della quale rischierebbe il ricovero in ospedale, cioè gli over 50. E dal primo febbraio chi cercherà di sfuggire a questo obbligo sarà costretto a pagare 100 euro. "Si parte con la categoria più a rischio. Ma l'obbligo vaccinale dovrebbe essere esteso a tutti", precisa a Fanpage.it Sergio Abrignani, immunologo dell'Università Statale di Milano.

L'obbligo vaccinale per gli over 50 potrebbe essere sufficiente per frenare la pandemia? 

Quello che sappiamo per certo sulla base anche delle altre malattie infettive è che quanta più gente vacciniamo, tanta più possibilità abbiamo di contenere gli effetti peggiori della pandemia. Sappiamo che la quasi totalità delle persone che finiscono in terapia intensiva sono ultra cinquantenni. Quindi già mettere l'obbligo per questa categoria è una decisione molto saggia perché tutela la salute dei singoli e la tenuta del sistema sanitario. Se fossimo tutti vaccinati avremmo in terapia intensiva un quarto delle persone che vi si trovano ora. Vaccinare gli ultra 50enni è la cosa dunque più saggia che possiamo fare.

In futuro potrebbero arrivare altri obblighi? 

Il super green pass normale è già un forte invito alla vaccinazione. Con la nuova variante omicron ci si è resi conto di quanto sia importante il vaccino, per questo il governo lo ha reso obbligatorio per le persone più a rischio. In un futuro ideale per la salute pubblica, la cosa migliore che dovremmo avere è l'obbligo vaccinale per tutti.

Per vincere la battaglia con la variante Omicron bastano due dosi o è necessaria anche la terza? 

Con due dosi dopo qualche mese, come atteso da un punto di vista immunologico, inizia a decadere la capacità di proteggerci dall'infezione che passa dal 75 al 40 per cento, ma per fortuna diminuisce poco (dal 96 al 89 per cento) la capacità di proteggerci dalla malattia severa. Con la terza dose la protezione dall'infezione ritorna al 75 per cento e ritorna a oltre il 95 per cento la protezione dalla malattia severa. La terza dose dunque è importante, come lo è del resto per quasi tutti i vaccini. Infatti, solitamente si fanno due dosi ravvicinate e una terza distanziata di 6 mesi: le prime due inducono una forte risposta immunitaria nel breve periodo, mentre la terza innesca una memoria immunologica di lungo termine (per 5-10 anni).

Saranno necessarie altre dosi di richiamo in futuro? 

Prima di preoccuparci delle altri dosi, dobbiamo pensare a fare la terza a tutti e sopratutto la prima a quei 2,3 milioni di italiani ultra50enni che ancora non si sono mai vaccinati. Le nuove dosi si fanno quando declina la memoria immunitaria (cosa che in genere avviene anni dopo la terza dose) oppure quando il virus cambia al punto che il vaccino non è più in grado di proteggerci. Impossibile ora sapere cosa accadrà nel futuro di questa pandemia. Con tutti i problemi che dà questo virus la cosa che dovrebbe preoccuparci meno è fare un'altra dose di vaccino.

Quando inizierà a calare la forza della variante Omicron? 

I virus calano di forza quando diminuisce il bacino di utenza. I virus hanno bisogno di ospiti e se i cittadini sono già infettati o sono vaccinati da poco è difficile che riesce a prendere il sopravvento perché c'è un'alta percentuale di protezione. Quindi, con una  variante che probabilmente infetterà 8-10 milioni di italiani nei prossimi 30 giorni e con l’obiettivo di fare al 25 per cento di italiani che ancora hanno solo due dosi di vaccino la terza dose entro fine febbraio, possiamo aspettarci che il picco di Omicron arrivi fra fine gennaio e inizio febbraio e poi inizi a calare

Ci dobbiamo attendere ancora un aumento dei ricoveri? 

Su Omicron abbiamo una buona e una cattiva notizia: la buona è che porta a meno ricoveri in terapia intensiva rispetto ad altre varianti, d'altra parte la variante è molto più contagiosa, quindi avremo sicuramente un incremento di ricoveri nei prossimi giorni. Ce lo dobbiamo aspettare, è una variante meno grave ma infetta di più. Basta guardare quello che avviene in Gran Bretagna, che è po' l'apripista di questa variante.

Questi sono i giorni del ritorno a scuola dopo la pausa natalizia: alcuni presidi chiedono un ritorno in dad altri no. Quanto è importante vaccinare gli studenti il prima possibile? 

Da cittadino, non chiuderei le scuole. Insomma, è tutto aperto: dagli stadi, anche se al 50 per cento ma comunque tutti molto vicini, ai ristoranti e cinema. Sulla scuola, che è il luogo più importante per il futuro del nostro paese, invece come è possibile scegliere per le lezioni da casa? Posso capire la didattica a distanza quando è tutto chiuso, ma non quando è tutto aperto. I ristoranti e i treni sono tutti pieni. I luoghi delle movida milanese sono affollati. Tutto è permesso, ma a scuola no? Piuttosto vacciniamo il prima possibile tutti. Sarebbe importante anche sapere in classe chi è vaccinato e chi no, per sapere le condizioni di rischio e chi è protetto o no dal virus.

Ancora una volta Milano è al centro della pandemia…

Sì, perché è una città che ha tutto quello che piace al virus: alta densità sociale, tante persone che si muovono con i mezzi pubblici. Sono tante persone in un'area relativamente piccola e con tanti eventi sociali. Per fortuna i suoi ospedali sono tra i migliori d'Italia. Qui non c'è la paura e il panico della prima ondata. Oggi la Lombardia è la regione che ha vaccinato di più in assoluto.

Adesso in Lombardia c'è un po' la rincorsa alla terza dose del vaccino.

Questo è molto bello. La vaccinazione è un grande gesto di dovere civico. E in Lombardia c'è un alto senso civico. Dobbiamo essere orgogliosi di come è stata organizzata in Italia e in Lombardia in modo particolare la campagna vaccinale.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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