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Ucciso a Rogoredo da un poliziotto

Le minacce del poliziotto Cinturrino a Zack: “O ti arresto o ti ammazzo. Qua comando io, non i Mansouri”

La Procura di Milano contesta a Carmelo Cinturrino l’omicidio aggravato dalla premeditazione, oltre a una serie di altre accuse. Secondo quanto raccolto dalle testimonianze, il poliziotto 41enne avrebbe più volte minacciato di morte Abderrahim Mansouri, il 28enne che poi ha ucciso lo scorso 26 gennaio nei pressi di Rogoredo.
A cura di Enrico Spaccini
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Da sinistra: Abderrahim Mansouri, 28 anni, e Carmelo Cinturrino, 41 anni
Da sinistra: Abderrahim Mansouri, 28 anni, e Carmelo Cinturrino, 41 anni
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"Dì a Zack che se lo becco, io lo uccido", poi ancora: "Ricorda a Zack che lo ammazzo". È quello che Carmelo Cinturrino avrebbe ripetuto più volte a diversi pusher della piazza di spaccio di Rogoredo, nella periferia sud di Milano. "Zack" era Abderrahim Mansouri, il 28enne che poi il poliziotto ha ucciso lo scorso 26 gennaio con un colpo di pistola alla testa. Il 41enne, assistente capo del Commissariato di Mecenate, si trova in carcere dallo scorso 23 febbraio con l'accusa di omicidio, ora aggravato dalla premeditazione.

Secondo varie testimonianze, Cinturrino in passato avrebbe minacciato di morte direttamente lo stesso Mansouri, che per lui era diventato "un'ossessione", dicendogli "o ti arresto o ti ammazzo". Le frasi che avrebbe pronunciato il 41enne sono riportate nella richiesta di incidente probatorio firmata dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore capo Marcello Viola che Fanpage.it ha potuto visionare. Gli inquirenti hanno chiesto di poter cristallizzare questi racconti prima dell'inizio del processo, in quanto forniti da persone già detenute in carcere, o senza fissa dimora e che rischiano di essere espulse prima delle udienze.

In tutto sono saliti a sette i poliziotti indagati, compreso Cinturrino, ai quali sono contestati 43 capi di imputazione. Al solo 41enne sono attribuiti oltre 30 episodi. Le accuse a suo carico sono numerose: oltre all'omicidio, aggravato dalla premeditazione e dall'aver violato i doveri inerenti alla pubblica funzione, ci sono anche sequestro di persona, detenzione e spaccio di droga, estorsione, concussione, percosse, arresto illegale, calunnia, falso, depistaggio e rapina. Tra gli episodi citati, c'è anche la minaccia a un pusher al quale, insieme a due colleghi, avrebbe spruzzato contro lo "spray urticante" dicendo "qua comando io, non comandano i Mansouri", costringendolo a "rivelare" dove erano nascosti soldi e droga di Zack.

Lo scorso autunno, poi, Cinturrino e tre agenti avrebbero "offerto" cocaina a un tossicodipendente e ad altre persone non ancora identificate "in cambio di informazioni su chi stesse cedendo droga e sui luoghi di imbosco". Il 41enne avrebbe anche sferrato "due colpi di martello sullo sterno" a un altro pusher per accaparrarsi soldi e droga di Mansouri.

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