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23 Dicembre 2021
15:17

La storia di Beatrice, autistica e ipovedente che disegna fumetti bellissimi e vuole essere indipendente

Beatrice è una ragazzina di 17 anni autistica e ipovedente, bravissima a disegnare, che vuole fare la fumettista, ma il suo percorso incontra numerosi ostacoli, economici e burocratici. La mamma ha raccontato a Fanpage.it di cosa avrebbe bisogno per cominciare il suo percorso di autonomia.
A cura di Simona Buscaglia
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Beatrice e la mamma Tiziana
Beatrice e la mamma Tiziana

Beatrice è una ragazzina di 17 anni, abita a Cologno Monzese, in provincia di Milano, con la sua famiglia, e da grande vuole fare la fumettista. È un'amante dei manga e ha ricevuto anche dei riconoscimenti per i suoi disegni. Beatrice però ha un disturbo dello spettro autistico, è albina e ipovedente e nessuno è ancora riuscito a capire come possa fare quello che fa, però lei lo fa lo stesso. Da quando ha tre anni frequenta una scuola speciale a Lecco, "La Nostra Famiglia" a Bosisio Parini, ma l'anno prossimo il suo percorso in quell'Istituto finirà e per la mamma di Beatrice, Tiziana, arriva il dubbio che attanaglia ogni genitore con un figlio disabile: "Cosa farà dopo? Non so dove sbattere la testa – ci racconta la mamma – l'assistente sociale ci ha detto che dalla scuola di adesso uscirà con un diploma di tre anni professionale, ma per avere il diploma per poi poter andare all'università o in Accademia, dovrebbe rifare tutti e cinque gli anni in una scuola ‘normale'".

La mamma: Beatrice vuole la possibilità di avere una vita come tutti

Il percorso di autonomia legato alla disabilità è uno degli aspetti più dibattuti negli ultimi anni e uno di quelli che richiede lo sforzo culturale maggiore, proprio perché ci si concentra sugli aiuti per i minori ma non agli adolescenti che diventano poi maggiorenni. La paura del futuro spaventa Tiziana: "Lei non ha mai visto com'è fuori, da quando aveva tre anni è stata in quella scuola e non sapevo come avrebbe reagito a una scuola normale, altrimenti l'avrei mandata all'artistico per il suo talento. Ha delle competenze per andare a lavorare, si esprime bene, è curiosa. Non è da mettere in un centro diurno per disabili, lei non vuole, non lo accetterebbe mai. Beatrice è sempre stata in questa campana di vetro, è una scuola bellissima a Bosisio Parini ma essendo a Lecco e vivendo a Cologno è stato anche difficile costruirsi delle amicizie. Adesso dobbiamo lavorare sull'uscire, sul prendere un mezzo".

Beatrice alla sua scrivania mentre disegna
Beatrice alla sua scrivania mentre disegna

Prima di affacciarsi al mondo fuori infatti, Beatrice ha bisogno di una mano e quell'aiuto costa: "Mia figlia è molto intelligente ma per andare fuori di casa ancora non è pronta, ci vuole un po’ di tempo, non la lascio andare in giro, è sempre accompagnata da qualcuno, non va mai da sola. Vorrei farle fare un percorso di orientamento stradale – ha raccontato Tiziana – mi avevano chiesto 45 euro all’ora, serve per i ciechi e ipovedenti gravi per riconoscere i luoghi. Lei è pluridisabile, perché è disabile visiva ma anche sensoriale, è un percorso che non posso fare io. Noi le facciamo fare tanti corsi di disegno, per migliorarsi, ma vorremmo che fosse un percorso che le permettesse di lavorare in questo ambito. Vede meno di un decimo e riesce a vedere dei particolari che io nemmeno vedo". Un dono, che potrebbe essere in un futuro anche una professione ma che incontra in realtà molti ostacoli, anche burocratici: "Spero che abbia un futuro in quello che le piace fare. Vorrei renderla più autonoma possibile, vorrebbe avere una vita come tutti, vuole essere indipendente, vuole andare a lavorare e avere un’opportunità nella sua vita".

L'assessore regionale Locatelli: Vogliamo potenziare la legge 112 "Dopo di noi"

In Regione Lombardia è in arrivo quello che sarà il nuovo Piano d’azione regionale (Par) sulla disabilità, che ha tra i suoi pilastri l’accessibilità universale e una vita autonoma e indipendente, come descritto dalla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. "Spero di poterlo proporre prima della fine dell’anno così che possa fare il prima possibile il suo iter – ha spiegato a Fanpage.it Alessandra Locatelli, assessore regionale alla disabilità – prima rimaneva in vigore per dieci anni, questo invece sarà un piano triennale ma rivedibile ogni anno, costruito insieme agli enti del terzo settore e delle famiglie". Sul territorio regionale esiste la legge 112 del "Dopo di Noi" che si occupa degli aiuti e dei percorsi d'autonomia dei disabili che però, promette Locatelli, verrà potenziato: "I bisogni di questi ragazzi non sono solo la cura, perché anche senza relazioni si può morire, e per realizzare questo percorso serve della formazione e l'inclusione lavorativa, oltre ai percorsi abitativi. Pensiamo in questo senso quindi al potenziamento della legge 112 con le risorse che avremo a disposizione dai fondi sociale europei, e penso proprio a una programmazione settennale che  tenga conto delle diverse esigenze".

"Negli ultimi anni, anche a livello culturale, il tema della disabilità e dell’inclusione si è approfondito, ma solo negli anni recenti si è parlato davvero del modo in cui includere le persone con disabilità – ha aggiunto Locatelli – pensiamo ad esempio ai bimbi autistici, che diventeranno grandi. È giusto proporre dei percorsi mirati per le diverse patologie, voglio pensare a dei pacchetti di ore che possano essere usate in centri di formazione o socioeducativi e che diano la possibilità, a seconda delle patologie, di acquisire nuove competenze, o di non perdere quelle acquisite nella scuola. Lo faremo in collaborazione ai diversi assessorati". Secondo Locatelli questo potrebbe essere un modo per sfruttare le singole potenzialità di ogni ragazzo: "Molti ragazzi non avendo prospettive di percorsi di formazioni o scolastici ulteriori nel proprio territorio spesso sono costretti ad andare solo nei Cse (centri servizi educativi) e nei centri disabili ma magari hanno delle potenzialità che possono essere invece coltivate per entrare nel mondo del lavoro, anche in maniera accompagnata, e in questo senso credo che anche la legge 68 (sul lavoro per disabili, ndr) vada ritoccata e ammodernata".

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