La maggior parte dei giovani che hanno saccheggiato i negozi del centro era italiana e non era di Milano

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Sono di provenienza lombarda, ma non solo milanesi, i protagonisti delle sommosse di piazza Duomo del 17 e 18 ottobre a Milano. Gli aggressori sono in maggioranza italiani, tra cui molti di seconda generazione e perlopiù giovani.

Anche se le proteste si sono svolte nel cuore di Milano, gli attacchi non provenivano dai milanesi. Molti tra i protagonisti dei disordini del 17 e del 18 ottobre sono giovani, residenti in Lombardia e perlopiù italiani naturalizzati di seconda generazione, piuttosto che stranieri. Gli attacchi, che hanno portato a diversi arresti e feriti, sono nati dalla mobilitazione di cinquemila persone dirette da piazza Duomo verso il piazzale Cimitero Monumentale e hanno portato solo nella giornata di domenica a 271 giovani accompagnati in Questura. Di questi, solo 60 erano stranieri.

I piccoli gruppi di ragazzini, vestiti di nero e con il volto coperto, sono tra gli autori principali delle proteste. Sabato 17 ottobre erano almeno duemila. Come ricostruito da Fanpage.it – che ha ascoltato alcuni giovani -,  i manifestanti protestavano contro il carovita e il costo degli affitti a Milano, e vedevano nel quadrilatero della moda di Montenapoleone il "simbolo di un Comune sempre più esclusivo". Quasi aristocratico, elitario.

Secondo quanto riferito dalla Questura, quei gruppetti erano apparsi sin da subito minacciosi: i disordini sono iniziati in via Broletto con lanci di oggetti, l'irruzione e la razzia dei negozi, le barricate e le devastazioni. Le vetrine distrutte. L'addetto di un locale aggredito e diverse boutique di lusso saccheggiate. Poi in risposta alle aggressioni la polizia ha anche usato i lacrimogeni per placare il caos e i disordini nelle arterie centrali di Milano. Ci sono stati anche casi di vandalismo e danneggiamenti in corso Italia e via Torino col lancio di transenne, cestini e fioriere, con un'auto dei carabinieri presa d'assalto. La giornata si era conclusa con 72 persone portate in Questura, delle quali però non sono state comunicate informazioni dettagliate.

Domenica 18 ottobre, invece, sono stati bloccati diversi gruppi formati solitamente da circa 50 giovani. Erano stati individuati in via Broletto, via della Posta e via Mercanti, ma anche in corso Magenta e in via Meravigli. Nonostante venissero individuati dalle autorità, si disperdevano: altre segnalazioni sono state effettuate in Largo la Foppa, corso Garibaldi e piazza Cadorna. La seconda giornata di disordini, iniziata con raduni spontanei di ragazzi, ha  portato a 271 giovani accompagnati in Questura. Stando a quanto riportato dai dati ufficiali che Fanpage.it ha potuto visionare, solo 60 erano stranieri e 220 sono minorenni. Sono stati arrestati in 32 e, ancora, di questi solo 13 stranieri, e 23 minorenni. I denunciati sono invece 28, di cui 15 stranieri (23 minorenni).

Il bilancio degli agenti feriti è invece di 104, mentre diversi negozi di lusso hanno scelto di non aprire nei giorni successivi per sfuggire a eventuali nuovi attacchi, che non si sono verificati. Intanto, in un clima che sembra non volersi placare e col Movimento 17 ottobre che ha minacciato nuove proteste, la Digos procede a ulteriori aggiornamenti per identificare altri responsabili dei disordini che hanno incendiato il clima in città.

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