Dopo la protesta dei ristoratori che hanno deciso di prendere parte all'iniziativa #IoApro, accogliendo i clienti presso i propri locali nonostante le direttive contrarie dei vari Dpcm contro il Covid, si fa la conta delle multe accumulatesi. Solo a Milano, ad esempio, tra cittadini e ristoratori sono state emesse sanzioni per oltre 80.000 euro.

Sanzionati locali delle zone della movida milanese

L'appuntamento era per lo scorso 15 gennaio, giorno in cui in diverse parti d'Italia i ristoratori avevano annunciato una protesta civile per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Governo, reo – questa la loro tesi -, di averli abbandonati senza ristori appropriati, condannandoli ad una crisi economica che pare non finire mai. Così facendo, hanno indotto i possibili clienti a non rispettare a loro volta le direttive anti Covid. Ma se per i cittadini è scattata "solo" la multa, per i titolari delle attività ora potrebbero esserci conseguenze anche peggiori. Perché questo comportamento può indurre le autorità a costringerli a tenere chiuso il proprio locale per qualche giorno e fino a un massimo di un mese, limitando dunque l'entrata economica (i ristoranti possono continuare a vendere le proprie pietanze ad asporto e con consegne a domicilio). In totale, le attività milanesi che hanno aderito a #IoApro sono circa una ventina. Dai dati comunicati dalla Questura, si tratta di bar, ristoranti e bristrot, quasi tutti situati nelle zone del centro, di corso Sempione, Porta Garibaldi e Porta Genova, ovvero le zone della movida. Infine, tutti coloro i quali sono stati scoperti dalle forze dell'ordine a violare le regole del Dpcm, sono stati identificati: si tratta di un totale di circa 200 persone.