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Infermiera aggredita a Milano: “Una paziente mi si è scagliata contro, porto ancora i segni. Sono angosciata”

Un’infermiera, in servizio in un ospedale di Milano, ha raccontato a Fanpage.it non solo di essere stata aggredita da una paziente ma anche di quanto, nell’ultimo periodo, siano aumentate le violenze verbali e fisiche nei confronti dei sanitari.
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"Una paziente si è scagliata contro di me e mi ha graffiato un braccio. È successo circa sei mesi fa e porto ancora i segni. È stata un'esperienza negativa che mi ha angosciata molto. Lavoro come infermiera da oltre 20 anni e non mi era mai successa una cosa del genere", ha raccontato a Fanpage.it un'infermiera 41enne in servizio in un reparto di psichiatria di un ospedale di Milano.

"Credo che negli ultimi anni, in particolare, si stia assistendo a un'escalation in negativo per quanto riguarda le aggressioni a sanitari. Violenze fisiche e verbali si verificano non solo in pronto soccorso, di cui si parla molto spesso, ma sempre di più anche nei reparti e in corsia"ha detto ancora l'infermiera.

"Chi rimane a lavorare nella sanità oggi è un eroe. Tra stipendi non adeguati alle responsabilità ricoperte, aggressioni che capitano ormai sempre più di frequente e mancanza di personale per sopperire a tutte le necessità, oggi lavorare sta diventando molto difficile. C'è grande frustrazione tra i sanitari", ha concluso l'infermiera.

La testimonianza rilasciata dall'infermiera a Fanpage.it, arriva nel momento in cui i sindacati Uil e la Uil Fpl mettono in luce i dati relativi al 2025 ricavati dall’osservatorio nazionale per la sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie. 

I dati sono "drammatici". Solo lo scorso anno si sono contate, a livello nazionale, migliaia di segnalazioni: 1.598 hanno coinvolto maschi e 3.228 invece femmine, per un totale di 4.826 operatori sanitari che hanno segnalato aggressioni. 

"È un report basato esclusivamente sulle segnalazioni che provengono dal sistema pubblico, già questo pone una domanda: le aggressioni sono solo nel sistema sanitario pubblico e il sistema convenzionato è un’isola felice oppure i datori di lavoro privati oltre a non rinnovare i contratti nazionali sulla sicurezza dei loro dipendenti sono anche in questo caso insufficienti?", hanno scritto i sindacati in una nota diffusa.

La stragrande di queste aggressioni sono agli infermieri (2.718) cioè il 76,17%, e ai medici chirurghi (875). Le principali aggressioni sono avvenute nei pronto soccorso (980) e nei servizi di degenza psichiatrica (611) con un dato anch’esso importante nelle aree di degenza (653). Di queste aggressioni ben 1.146 sono state fisiche. E ben 2.559 di queste aggressione sono state mosse da utenti/pazienti.

"Bisogna fare di più, bisogna mettere in sicurezza gli operatori, anche questo è un motivo di disaffezione dal lavoro ospedaliero pubblico specialmente degli infermieri coinvolti in modo oseremmo dire esclusivo in questa drammatica relazione. Non è pensabile che Regione Lombardia e le Direzioni aziendali facciano poco o nulla per eliminare l’aggressione dei loro dipendenti", hanno concluso i sindacati Uil e Uil Fpl.

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