Inchiesta Doppia Curva, arrestato Giuseppe Poerio: “Pronto a uccidere l’ex capo ultrà Beretta per 100mila euro”

A Giuseppe Poerio (32 anni) – già detenuto per fatti di droga e indagato nell'inchiesta milanese "doppia curva" sugli ultras di San Siro – sarebbe stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Secondo quanto si apprende, l'accusa – formulata nell'ambito delle indagini della Polizia e del pm della Dda di Milano Paolo Storari – è quella di aver esploso sei colpi di pistola nel corso di una lite nel luglio 2025.
Ma dal provvedimento della gip Sara Cipolla risulta anche che l'uomo in passato "si sarebbe messo a disposizione per l'esecuzione materiale dell'omicidio", che non avvenne, di Andrea Beretta, ex capo della curva Nord interista e da tempo collaboratore di giustizia.
Stando sempre a quanto diffuso, sarebbe stato proprio lo stesso Marco Ferdico – altro leader della Nord e in carcere nell'inchiesta "doppia curva" e anche per l'omicidio del 2022 di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà nerazzurro – che avrebbe confermato a verbale che esisteva un piano per uccidere Beretta, "indicando ‘il Pinna'", ossia Poerio, quale "incaricato dell'esecuzione materiale" per 100mila euro.
Poi, Beretta – a sua volta – per paura di essere ucciso, come era già emerso dalle indagini, avrebbe ammazzato nel settembre 2024 Antonio Bellocco, 36 anni, rampollo di una famiglia di ‘ndrangheta e anche lui nel direttivo della curva Nord.
L'ordinanza a carico di Poerio, difeso dall'avvocata Emanuela Sabbi, si riferisce ai colpi che avrebbe esploso, con un'arma "detenuta illegalmente", il 29 luglio all'interno di un cortile di un palazzo, a Milano, contro persone "non identificate" dopo una "lite". Lite che, come ricostruito, si sarebbe verificata per un "regolamento di conti" nell'ambito di un giro di droga. Sarebbe stato un "agguato militare" contro persone legate "alla famiglia Flachi del quartiere di Bruzzano".
Poerio ha condanne definitive per rapina, armi, violenza privata e altri reati e nell'inchiesta "doppia curva" è indagato perché ritenuto "vicino" a Ferdico. In un verbale del 9 settembre 2025 Ferdico ha raccontato al pm Storari "io volevo ammazzarlo", riferendosi a Beretta.
E ha spiegato di aver ingaggiato ‘Pinna', il quale avrebbe potuto farlo durante un permesso premio. "Fino al giorno prima che morisse Bellocco – ha messo a verbale Ferdico – io continuavo a proporre di ammazzare Beretta". Un piano condiviso da "me, Bellocco e D'Alessandro", quest'ultimo anche a processo per l'omicidio Boiocchi. Anche il padre di Ferdico, anche lui in carcere, ha confermato la versione del figlio: dovevano drogare Beretta, addormentarlo e "poi ci avrebbe pensato questo Pinna".