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Incendio in un santuario nel Lodigiano, distrutta una tela del Cinquecento: indagini in corso

Un incendio divampato all’interno del Santuario della Beata Vergine Mater Amabilis a Ossago Lodigiano (Lodi) ha distrutto una tela del Cinquecento e l’altare ligneo della Cappella dei Patroni. Sul posto i vigili del fuoco, indagini in corso.
A cura di Giulia Ghirardi
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I vigili del fuoco intenti a sedare le fiamme nel Santuario della Beata Vergine Mater Amabilis a Ossago Lodigiano
I vigili del fuoco intenti a sedare le fiamme nel Santuario della Beata Vergine Mater Amabilis a Ossago Lodigiano

Nel corso della giornata di oggi, venerdì 3 aprile, è divampato un incendio all'interno del Santuario della Beata Vergine Mater Amabilis a Ossago Lodigiano (Lodi), un luogo sacro che custodisce, oltre alla venerata immagine mariana, un busto in pietra policroma del 1400 della Madonna col Bambino. Nel rogo è andata in fiamme una tela del Cinquecento che raffigurava i santi Gervaso e Protaso, patroni della parrocchia, e l'altare ligneo della Cappella dei Patroni che ospitava la tela.

La dinamica dell'incendio

Secondo le prime informazioni disponibili, le fiamme sarebbero divampate in un'ala del complesso che ogni anno conta migliaia di visitatori e ospita centinaia di quadretti ex voto.

A lanciare l'allarme, intorno alle 11:40 di questa mattina, sono stati i residenti della zona: da due vetri scoppiati sopra la cappella, uscivano le fiamme che hanno eroso, oltre all'altare, alla tela antica e ai tendaggi preziosi anche il tetto. Pochi minuti dopo, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Lodi e del distaccamento di Sant'Angelo Lodigiano, con autopompe, autobotti e autoscala. Insieme a loro, sono arrivati anche i carabinieri che hanno avviato le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e accertare tutte le responsabilità del caso.

Una delle ipotesi avanzate dagli inquirenti è che le fiamme siano partite da ceri posizionati sull'altare della chiesa. "Come ogni anno – ha spiegato don Davide Chioda a riguardo – sull'altare erano state poste e accese due candele. Dopo la celebrazione di questa mattina sono rimaste accese, ma si è registrato un via vai di gente e andava tutto bene. Devono essere state quelle candele a scatenare tutto". Proprio in quell'ala del santuario, vicino alla quale c'è anche l'ingresso, si era infatti tenuta, in mattinata, dalle 8:30 alle 9:00 la celebrazione della liturgia delle Ore e lì era stata allestita la deposizione per il Venerdì Santo.

Al momento, la chiesa è stata dichiarata inagibile: troppo alto il rischio per la presenza di amianto sprigionato dall'erosione del tetto. Dunque, le celebrazioni per la santa Pasqua si terranno, per la vigilia, nella parrocchiale della vicina San Martino in Strada e, a Pasqua, all'aperto: nel parco denominato Presepio, per la presenza di diverse cappelle ritraenti la Natività, a ridosso del santuario. Nelle prossime ore i carabinieri visioneranno i filmati delle telecamere della chiesa per escludere eventuali gesti vandalici.

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