Hanno approfittato della difficoltà degli imprenditori in questa emergenza pandemica per fare a loro prestiti con tassi di interesse fino al 50 per cento mensili o al 100 per cento settimanali. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Bergamo che hanno eseguito l'arresto di due persone e altre quattro sono state denunciate a piede libero. Le indagini sono scattate a marzo del 2020: l'operazione, denominata "Handbrake", si è concentrata su un piccolo imprenditore bergamasco che per cercare di risolvere le sue difficoltà economiche si è rivolto agli usurai. L'uomo era stato affascinato dalla promessa di un facile compenso, non potendolo ottenere per problemi legati al passato da un credito tradizionale.

Un debito da un milione di euro

L'imprenditore ha dovuto ripagare gli usurai con tassi di interessi altissimi. Come specifica "Il Giorno", i tassi arrivavano fino al 50 per cento mensile o al 100 per cento settimanale. Alla fine i debiti raggiunti con lo strozzino ammontavano a un milione di euro. Tra gli arrestati c'è anche un 33enne, titolare di reddito di cittadinanza, che aveva prestato mille euro chiedendone indietro il doppio la settimana successiva. L'imprenditore, non riuscendo a restituire il denaro ottenuto da tutti gli arrestati e denunciati, ha dovuto cedere l'auto e vendere alcuni gioielli di famiglia. E ancora: ha dovuto consegnare una scrittura privata con la quale si impegnava a cedere la propria attività commerciale. In più di una occasione l'uomo era stato minacciato di morte con una pistola. Ora tutti davanti ai giudici dovranno chiarire la loro posizione. Gli investigatori stanno cercando di capire quanti altri imprenditori si sono rivolti agli strozzini in questo momento di difficoltà legato alla pandemia.