"Il sottoscritto è un operatore sanitario, ha 69 anni e qualche piccolo fattore di rischio aggiuntivo, come essere un vecchio asmatico, ma a giovedì il vaccino antinfluenzale nel nostro ospedale non era ancora arrivato". È lo sfogo di Massimo Galli, primario dell'ospedale Sacco di Milano, che ha parlato della situazione dei vaccini in Lombardia a Stasera Italia Weekend su Rete 4.

Per l'esperto di malattie infettive e docente della Statale di Milano, quello sui vaccini antinfluenzali – quest'anno particolarmente raccomandati per la concomitanza con l'emergenza Coronavirus – "è un ritardo inconcepibile e che non depone bene sulle capacità organizzative che dovremmo ricostruire – che avremmo già dovuto fare come ha fatto la Spagna – per poter davvero utilizzare bene i vaccini anti-Coronavirus che mi auguro – ha concluso – possano arrivare molto presto ed essere efficaci".

Dopo le polemiche da parte di medici, farmacisti e cittadini che non riescono a procurarsi le dosi di vaccino – in alcuni casi nemmeno per le categorie a rischio come anziani, bambini, malati, persone fragili e operatori sanitari – sabato Regione Lombardia ha fatto il punto della situazione sulle consegne in relazione al piano annunciato a ottobre.“Sono circa 1.800.000 le dosi di vaccino distribuiti ad oggi a medici di Medicina generale, Asst e Rsa del territorio lombardo”, ha spiegato la direzione generale Welfare. Solo 410mila dosi sono state però effettivamente somministrate. Dalla Regione sottolineano che le “difficoltà e i ritardi nella programmazione degli appuntamenti” sono dovuti a ritardi nelle consegne da parte delle ditte fornitrici.

Prima di Galli, anche un altro autorevole esponente del mondo della ricerca scientifica aveva denunciato difficoltà a trovare il vaccino. Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, ha testimoniato in prima persona: “Quest’anno non si trova la dose. Il mio medico di medicina generale non la ha a disposizione e quindi non me la può somministrare.