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Sgombero del centro sociale Leoncavallo

Il Pd presenta un’interrogazione sul Leoncavallo: “Perché anticipare lo sgombero senza avvisare il Comune?”

I senatori del Pd Franco Mirabelli, Simona Malpezzi e Cristina Tajani hanno presentato un’interrogazione parlamentare urgente sullo sgombero del Leoncavallo del 21 agosto. I dem chiedono al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di spiegare le ragioni per cui si è deciso di anticipare l’azione e di non comunicarlo prima al Comune di Milano.
A cura di Enrico Spaccini
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Il centro sociale Leoncavallo in via Watteau a Milano (foto da LaPresse)
Il centro sociale Leoncavallo in via Watteau a Milano (foto da LaPresse)
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Il senatore milanese Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd, e le colleghe e concittadine Simona Malpezzi e Cristina Tajani hanno presentato un'interrogazione parlamentare urgente sullo sgombero del Leoncavallo dello scorso 21 agosto indirizzata al ministro dell'Intero Matteo Piantedosi. "Vogliamo sapere per quali motivi abbia deciso di anticiparlo, tenendo completamente all’oscuro il Comune di Milano", fanno sapere i dem, "e con una modalità che sembra essere finalizzata a mettere in difficoltà l’attuale amministrazione comunale".

Lo scorso giovedì 21 agosto carabinieri e polizia di Stato si sono presentati in via Watteau, zona Greco, per sgomberare l'ex cartiera di proprietà del Gruppo Cabassi che dal 1994 era occupata dal centro sociale Leoncavallo, poi diventato spazio pubblico autogestito. Lo sfratto era stato rinviato già 133 volte, dal 2005, e il nuovo tentativo era atteso per il 9 settembre. Nel frattempo, il ministero dell'Interno è stato condannato a risarcire per 3 milioni di euro il Gruppo Cabassi e il Viminale ha notificato un'ingiunzione alla presidente dell'associazione ‘Mamme Antifasciste' chiedendo il rimborso della cifra.

Da anni l'amministrazione comunale milanese e le ‘Mamme Antifasciste' cercano una soluzione alla questione e proprio negli ultimi mesi è iniziata una trattativa per il trasferimento in un capannone di via San Dionigi, in zona Corvetto. "L'intervento di sgombero era previsto per il 9 settembre e, in considerazione di questa timeline, il Comune aveva continuato con i responsabili del Leoncavallo un confronto che portasse alla piena legalità tutta l’iniziativa del centro", hanno scritto i senatori del Pd.

Lo sgombero improvviso del 21 agosto, però, ha anticipato i tempi e colto impreparati non solo i gestori dello spazio autogestito, ma anche lo stesso Comune di Milano. Lo stesso sindaco Beppe Sala la mattina del blitz ha spiegato in una nota di non essere stato avvisato di quanto sarebbe accaduto quel giorno, ma di aver appreso la notizia dal prefetto a cose ormai fatte. Il tutto, nonostante il giorno prima si era tenuta la riunione settimanale del Comitato per l'Ordine e la sicurezza alla quale aveva partecipato il vicecomandante della polizia locale, che rappresentava il primo cittadino, il prefetto, il questore, il comandante dei carabinieri e quello della guardia di finanza.

"Il primo cittadino di Milano ha dunque ricevuto la notizia di uno sgombero di tale delicatezza la mattina stessa in cui le forze dell’ordine hanno eseguito lo sfratto", hanno concluso i dem, sottolineano come "la modalità sembra perciò essere finalizzata a mettere in difficoltà l’attuale amministrazione comunale, senza tener conto della necessaria collaborazione tra istituzioni".

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