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7 Settembre 2022
15:09

Il grattacielo di via Antonini è bruciato per risparmiare 95 centesimi sui materiali: 18 indagati

I pannelli utilizzati per la copertura del grattacielo di via Antonini a Milano erano ultracombustibili. Per la Procura il risparmio sui materiali avrebbe causato la distruzione di Torre dei Moro.
A cura di Fabio Pellaco
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Sarebbe stata una questione di risparmio sui materiali con cui fu costruito il rivestimento del grattacielo "Torre dei Moro" a contribuire allo spaventoso incendio scoppiato la scorsa estate a Milano. Pochi euro di differenza che hanno permesso alle fiamme di guadagnarsi la strada per avvolgere tutto l'edificio.

Il rivestimento era ultracombustibile

A poco più di un anno dal rogo, le indagini preliminari sono giunte al termine. Il lavoro condotto dal pm Marina Petruzzella, coadiuvata dal pool di polizia giudiziaria del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal personale dei Vigili del Fuoco specializzato nella ricostruzione degli incendi, ha portato al rinvio a giudizio di 18 persone a cui viene contestato il reato di "disastro colposo".

Nelle carte dell'indagine si legge che i pannelli installati sul grattacielo avrebbero garantito alle ditte coinvolte nella costruzione un risparmio tra i 95 centesimi e un euro e mezzo al metro quadrato, rispetto all'utilizzo di materiale ignifugo. I pannelli incriminati sono del modello "Larsen PE", costituiti da polietilene racchiuso tra due fogli di alluminio. Un prodotto ultracombustibile e privo di qualsiasi classificazione di resistenza al fuoco.

Il rogo nell'estate 2021

Il fatto risale al 29 agosto 2021 quando l'edificio di via Antonini, nella periferia Sud di Milano, fu incenerito da un rogo scoppiato in pieno giorno. Solo grazie alla prontezza dei condomini e all'intervento dei pompieri non ci furono vittime, ma grande fu la paura per le fiamme che divorarono il grattacielo in pochi minuti, distruggendo le 14 tonnellate del rivestimento esterno.

Le conclusioni a cui è giunta la Procura di Milano sono allarmanti. "Nel suo complesso l’inchiesta ha disvelato scenari inquietanti su violazioni delle normative sulla sicurezza", si legge nella nota firmata dal procuratore Marcello Viola e dall'aggiunto Tiziana Siciliano.

Tra gli indagati, oltre ai responsabili delle ditte fornitrici dei pannelli e a coloro che hanno costruito lo stabile, sono presenti anche un funzionario dei Vigili del Fuoco e il suo superiore che dopo un sopralluogo sulla struttura avrebbero emesso e sottoscritto il certificato di conformità per la prevenzione incendi. I 18 indagati avranno ora almeno 20 giorni di tempo per formulare le proprio controdeduzioni. Dopodiché i pm decideranno se richiedere il rinvio a giudizio.

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