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Il filosofo Leonardo Caffo licenziato dalla Naba dopo la condanna per maltrattamenti e lesioni sull’ex compagna

Il filosofo Leonardo Caffo è stato licenziato dall’università Naba dove insegnava. Al 37enne, condannato in primo grado per maltrattamenti aggravati e lesioni gravi sull’ex compagna, era stata dimezzata la pena, concordando un percorso rieducativo con pena sospesa.
A cura di Giulia Ghirardi
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Leonardo Caffo (foto da LaPresse)
Leonardo Caffo (foto da LaPresse)

Il filosofo Leonardo Caffo è stato licenziato dall'università Naba dove insegnava Estetica dopo aver vinto un concorso pubblico nazionale. "Un provvedimento sproporzionato e contrario ai principi dell'articolo 27 della Costituzione che impone che la pena sia rieducativa e non vendicativa", ha commentato il 37enne, facendo riferimento alla vicenda giudiziaria che lo ha riguardato e che si è conclusa lo scorso anno: al filosofo, condannato in primo grado per maltrattamenti aggravati e lesioni gravi ai danni dell'ex compagna, era stata dimezzata la pena, da 4 a 2 anni, concordando un percorso rieducativo con pena sospesa.

La vicenda giudiziaria

Leonardo Caffo è stato denunciato dall'ex compagna a luglio 2022. Quasi due anni dopo, il 10 dicembre 2024, il filosofo è stato condannato a 4 anni in primo grado dal tribunale di Milano per maltrattamenti aggravati e lesioni gravi. Il 37enne è stato anche costretto a un risarcimento di 45mila euro e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Questo perché, come si legge nelle motivazioni della sentenza, Caffo avrebbe adottato un "comportamento che denota una volontà manipolatoria" basato su "schemi patriarcali del tutto inaccettabili" nei confronti della donna. In più, per i giudici di primo grado, Caffo si sarebbe reso autore di "reiterati e costanti" atteggiamenti "mortificanti e vessatori" che "diverse volte" sono sfociati in "violenza soprattutto verbale", ma anche "fisica".

In seguito, il filosofo ha chiesto e ottenuto il concordato in appello condizionato a un percorso psico-educativo in un centro specializzato per uomini autori di violenze per ottenere il dimezzamento della pena. L'accordo prevedeva anche la revoca di parte civile della ex, il riconoscimento delle circostanze generiche sull'aggravante contestata nell'accusa per maltrattamenti, la sospensione della pena e la non menzione. La Corte ha, inoltre, assolto Caffo dall'accusa di lesioni perché il fatto non costituisce reato, accogliendo la tesi della difesa secondo cui non ci sarebbe stata alcuna intenzione di causare alla donna la frattura a una mano.

Il licenziamento

Sembrava, dunque, che per il filosofo la vicenda si fosse conclusa lo scorso dicembre, invece, ieri, giovedì 26 febbraio, Caffo è stato licenziato dall'università Naba dove lavorava. Notizia appresa dal filosofo con "stupore e amarezza", perché "distrugge chi ha sbagliato invece di favorire il suo reinserimento" nella società, ha commentato il 37enne. "Ho chiesto scusa come e dove ho potuto e mi sono impegnato a cambiare e migliorare", ma, "nonostante la presenza di una fedina penale pulita, si preferisce la gogna mediatica e la punizione perpetua alla possibilità che una persona continui a contribuire alla società", ha concluso.

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