Il consulente dell’Inter ai vertici di Oaktree: “Faremo una negoziazione creativa con il Comune per San Siro”

Le proprietà di Inter e Milan avrebbero fatto "concessioni alla città" e in cambio avrebbero ottenuto la non contabilizzazione di alcune aree come superficie lorda. È ciò che il consulente dell'Inter, Fabrizio Grena, ha definito "negoziazione creativa" in una mail inviata nell'ottobre 2024 a Katherine Ralph, (non indagata, è top manager di Oaktree, il fondo statunitense che controlla la società nerazzurra), e che avrebbe portato vantaggi al fondo anche sotto il profilo del versamento degli oneri di urbanizzazione e indice di edificabilità. Questi sono dettagli che sono emersi nel corso delle indagini della polizia economico finanziaria della guardia di finanza, coordinata dai procuratori Giovanni Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, attraverso l'analisi delle mail dei nove indagati per turbativa d'asta e rivelazione del segreto d'ufficio in merito alla vendita della Gfu San Siro.
"Non deve diventare una gara sul prezzo"
Secondo gli inquirenti, che ieri hanno chiesto e ottenuto il decreto di perquisizione a carico degli indagati, questi dialoghi sui temi urbanistici sarebbero "ancora meritevoli di approfondimento". Il punto sulla determinazione della superficie lorda sarebbe, infatti, "di particolare rilievo, perché da esso dipende l'entità di sviluppo commerciale che si potrà svolgere sull'area". Per quanto riguarda il costo complessivo dell'operazione, anche Ada Lucia De Cesaris si era espressa in merito il 4 ottobre 2024. Quel giorno l'avvocata dell'Inter ed ex vicesindaca di Milano aveva inviato una mail allo stesso Grena per parlare degli "aspetti economici" e si sarebbe raccomandata che la vendita dello stadio ‘G. Meazza' e delle altre aree "non deve assolutamente diventare una gara sull'ammontare del prezzo".
Solo un mese più tardi, l'Agenzia delle Entrate ha consegnato al Comune la "perizia" sul valore dello stadio, alla quale ha fatto seguito la "manifestazione di interesse" notificata da Inter e Milan a Palazzo Marino. La stessa De Cesaris avrebbe detto a Grena che il Comune di Milano "non vuole una gara formale, ha addirittura il dubbio se sia necessario farla" e se la gara fosse stata bandita, la questione sarebbe stata "quando farla, se prima o dopo la definizione del prezzo". Lo stesso Grena, come ricostruito dai procuratori, in quei giorni ha parlato con il fondo Oaktree spiegando che "i costi ambientali e di demolizione possono essere detratti dal prezzo di acquisto", aggiungendo di essere già "d'accordo" con i vertici di Palazzo Marino "sul fatto che vogliamo un vero meccanismo di rialzo" per i costi ambientali "in modo da compensare" quelle "effettivi sostenuti" evitando quindi di "dover discutere sulle stime".
Il Comune di Milano non ha mai valutato la vendita di San Siro fino a metà 2018
Come spiegato nel decreto di perquisizione, gli inquirenti sostengono che le analisi del telefono e degli altri dispositivi di Christian Malangone potrebbero costituire "un'indispensabile fonte di prova", dato che il direttore generale di Palazzo Marino "risulterebbe essere stato il soggetto a più diretto e stretto contatto con gli interlocutori privati e, in particolare, con De Cesaris". Sequestro che ha riguardato anche Carmela Francesca, vice direttrice generale del Comune, non indagata. Le conversazioni, infatti, mostrerebbero la "natura meramente strumentale della procedura di evidenza pubblica", passata poi come avviso di raccolta di manifestazioni di interesse che andò "deserto", anche perché "cucito su misura" per arrivare a vendere la Gfu San Siro ai due club.
Vendita che, stando a quanto emerso finora, il Comune di Milano non ha mai valutato almeno fino alla metà del 2018. Tutto sarebbe cambiato dopo una mail inviata da Massimo Marzolla (non indagato), al tempo direttore dell'Area patrimonio immobiliare del Comune, all'ex assessore Giancarlo Tancredi. "Dopo l'incontro dell'Ass. Tasca con le società Milan/Inter abbiamo ora l'incarico di valutare ipotesi diverse dalla concessione d'uso di San Siro", senza specificare chi abbia assegnato quell'"incarico".