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Tram deragliato a Milano

Il conducente del tram deragliato a Milano: “Ho preso una botta al piede, poi sono svenuto”

Il conducente del tram deragliato a Milano ha riferito di aver subito una botta al piede e quindi di essere svenuto poco prima dell’incidente. Gli inquirenti indagano sul “malore”, le comunicazioni e le telecamere di bordo.
A cura di Giulia Ghirardi
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I soccorsi al lavoro in viale Vittorio Veneto a Milano (foto da LaPresse)
I soccorsi al lavoro in viale Vittorio Veneto a Milano (foto da LaPresse)
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Agli agenti della locale ha riferito di aver avuto "un malore", ai medici di essersi sentito male perché, poco prima dell'incidente, aveva subito un trauma al piede sinistro mentre si trovava a bordo del tram. Così, l'ipotesi, avanzata dai sanitari è che il conducente 60enne Pietro M. – dipendente Atm da oltre trent'anni, ora indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni – possa aver avuto una "sincope vasovagale" ovvero, detto in altre parole, che abbia avuto un mancamento.

È questo uno dei punti su cui gli investigatori, coordinati dalla pm Elisa Calanducci e dal procuratore Marcello Viola, stanno focalizzando l'attenzione per cercare di ricostruire con esattezza cosa sia accaduto lo scorso 27 febbraio quando, poco dopo le 16:00, un tramlink Atm di ultima generazione della linea 9 ha deragliato, uscendo dai binari e schiantandosi contro un palazzo, mentre stava percorrendo viale Vittorio Veneto, zona Porta Venezia, verso via Lazzaretto. In seguito all'incidente sono morte due persone e 54 sono rimaste ferite.

L'incidente prima del deragliamento

Stando al suo racconto, il conducente del mezzo Atm aveva appena iniziato il turno quando, nei pressi della zona della stazione Centrale, sarebbe sceso dalla cabina del tram per assistere una persona in carrozzina durante la salita. È in quel momento che una delle ruote gli avrebbe schiacciato l'alluce sinistro. Da lì un dolore via via più intenso che, sempre secondo la sua versione, sarebbe aumentato fino a provocargli la perdita di coscienza, culminata nell'impatto del tram contro la facciata di un edificio.

Nel frattempo, ieri, lunedì 2 marzo, è stato deciso di acquisire atti e file audio relativi ai contatti intercorsi tra il conducente e la sala operativa di Atm. Stando a quanto appreso, risulta che intorno alle 16:00 sarebbe partita una chiamata dall'autista: "Sto male, mi sono fatto male… deragliamento". Dall'altra parte la comunicazione non risulta immediatamente chiara, tanto che sarebbe stato interpellato anche il guidatore del convoglio che seguiva la stessa linea. È così che si ha avuto conferma: il tram 9 è uscito dai binari, terminando la corsa contro la vetrina di un ristorante.

Al momento, gli inquirenti starebbero verificando anche se tale telefonata sia stata l'unico contatto tra Pietro M. e la centrale operativa o se vi siano stati ulteriori scambi nei minuti precedenti o immediatamente successivi all'incidente. Anche perché le registrazioni della telecamera installata sul tram sarebbero incomplete: il video si interrompe, infatti, poco prima dell'impatto e riparte quando ormai il tram è incastrato nella vetrina del ristorante giapponese di viale Vittorio Veneto. Anche su questo punto sono in corso accertamenti da parte degli investigatori per chiarire se si sia trattato di una coincidenza, di un guasto o altro ancora.

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