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La campagna vaccinale anti Covid nelle Rsa finisce in tribunale. Succede a Sondrio dove alcuni familiari di anziani parenti ricoverati alla Fondazione Casa di riposo Città di Sondrio si sono detti contrari al vaccino. Ma la struttura ha presentato ricorso al giudice tutelare

La notizia è riportata oggi dal quotidiano locale "La Provincia di Sondrio". Stando ai dati sulla somministrazione della prima dose di vaccino anti-Covid relativi alla Rsa di via Don Guanella nel capoluogo valtellinese (125 ospiti, 115 dei quali hanno ricevuto la prima dose) e al Centro servizi alla persona di via Lusardi (48 ospiti, di cui 46 vaccinati), oltre a quegli anziani che non hanno potuto vaccinarsi per motivi di salute (9 nella struttura più grande, uno solo in quella piu' piccola), infatti, due ospiti (uno in via Don Guanella e uno in via Lusardi) non hanno ricevuto la dose per il mancato consenso dei familiari.

Al rifiuto dei parenti si è opposto il direttore sanitario, Carlo Fiori, che ha deciso, non rilevando motivazioni serie alla scelta di non vaccinare, di presentare un ricorso, come previsto dal decreto legge del 5 gennaio scorso. Sarà ora il giudice tutelare del Tribunale di Sondrio a decidere se i due ospiti potranno, o meno, ricevere il vaccino anti-Covid, stabilendo in sostanza se i familiari dei due anziani hanno scelto per il meglio oppure no.

L'ultimo aggiornamento della normativa prevede che, in caso di incapacità di intende e di volere o di assenza o irreperibilità del tutore, il responsabile medico della struttura assuma la funzione di amministratore di sostegno, nel limite del consenso al vaccino. Ma se i parenti sono presenti e si oppongono, la situazione si fa più complessa. Infatti non è previsto l'obbligo di adesione per la campagna vaccinale, ma le singole strutture hanno la possibilità di agire in sede legale.