I genitori della bimba che un uomo ha tentato di rapire in un supermercato a Bergamo: “Molto scossi”

"Sono stati attimi davvero concitati, siamo davvero molto scossi", hanno raccontato i genitori della bimba di un anno e mezzo che un 47enne senza fissa dimora avrebbe cercato di rapire all'uscita del supermercato Esselunga di via Corridoni a Bergamo nella mattina di sabato 14 febbraio. A mente fredda, dopo il grande spavento, ora mamma e papà della piccola si sono lasciati andare in un primo commento. Ma la voce trema ancora per la paura e la tensione sta calando solo adesso a distanza di qualche giorno. "Non ci siamo subito resi conto della gravità della situazione. Più che ad un rapimento, abbiamo pensato volesse farle del male lanciandola o facendola cadere", hanno aggiunto. Poi hanno detto grazie a tutte le "persone che sono intervenute per aiutarci".
Come sta la bimba
La bambina, di un anno e mezzo, camminava mano nella mano alla mamma quando all'improvviso, un uomo – proprio in corrispondenza delle porte scorrevoli all'uscita del supermercato – l'ha afferrata per le gambe e ha cercato di strapparla alla presa della madre per portarla via. A causa del violento strattonamento la bimba è rimasta ferita.
Secondo quanto si apprende infatti avrebbe riportato una frattura al femore. È stata quindi portata al Pronto Soccorso dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per tutte le cure e gli accertamenti del caso.
Oggi, come raccontato dal padre, la piccola sta bene: "la bambina è sorridente col suo gesso e sta giocando".
Il video del tentato rapimento
Le immagini tratte dal video, diffuso dalla Polizia di Stato, in cui si vede chiaramente la scena ripresa dalle telecamere di videosorveglianza del supermercato, hanno fatto il giro del web e sono state ricondivise, con grande indignazione da moltissime persone.
Sono immagini forti che non lasciano spazio al dubbio: un uomo tenta di rapire una bambina, in pieno giorno, mentre cammina con la madre, all'interno di un luogo aperto al pubblico. La paura e lo shock sono fortissimi. Sia per i genitori della bimba, che rincorrono per qualche metro l'uomo che ha afferrato la figlia, sia per tutti i presenti che hanno assistito alla scena.
Le parole del papà della bimba
Il papà della bimba poco prima del tentato rapimento, camminava accanto alla moglie e alla figlia spingendo il carrello della spesa. Quando si è accorto di quanto stava accadendo ha lasciato tutto e si è precipitato in aiuto della moglie, intenta a tenere stretta a sé la figlia e liberarla dalle mani del 47enne.
Il papà, intervistato dal Tg1, ha dichiarato: "Mi sono reso conto dell'istinto di sopravvivenza quando si vede in pericolo la propria figlia e l'intervento è stato immediato. A quel punto non pensi, intervieni, fai".
"La bimba – racconta l'uomo – era nel carrello, lei voleva camminare e io l'ho data alla mia compagna: è stata una frazione di secondo, il supermercato era pienissimo e non ti aspetti assolutamente una cosa del genere. Per me quell'uomo si stava semplicemente accovacciando per legarsi i lacci delle scarpe, invece ha preso la bambina sollevandola verso l'alto".
"Devo ringraziare tutto lo staff del supermercato che è intervenuto e la polizia che è stata repentina nell'arrivo. Oggi posso dire che è andata veramente bene, nella sfortuna", ha aggiunto.
L'arresto dell'uomo e l'interrogatorio
L'uomo, responsabile del tentato rapimento, dopo tutti gli accertamenti del caso, è stato fermato e arrestato dalla Polizia di Stato giunta nell'immediato sul posto. Ora si trova in carcere a Bergamo e proprio oggi, lunedì 16 febbraio, sarà sentito dal gip per la convalida dell'arresto. Previsto anche l'interrogatorio davanti al pm a cui dovrà chiarire il motivo del suo folle gesto, di cui al momento ancora non si conoscono le cause.
L'uomo, un 47enne di origine romena, senza fissa dimora, è infatti risultato incensurato e mai prima d'ora aveva riportato comportamenti simili o violenti. Il tentato rapimento commesso sabato 14 febbraio sarebbe un episodio isolato. Come riportato a Fanpage.it da fonti investigative, l'uomo una volta in manette non avrebbe dato alcuna spiegazione del suo gesto né avrebbe proferito parola. Si attende quindi l'interrogatorio per avere maggiori informazioni.
