Alla fine il rimpasto non c'è stato, e nemmeno il "commissariamento". Almeno per ora. Il vertice dei gruppi della maggioranza di centrodestra in Regione Lombardia si è tenuto venerdì pomeriggio si è concluso con un nulla di fatto, almeno per chi spingeva per un avvicendamento nella squadra di Attilio Fontana. Nel mirino degli scontenti, soprattuto da parte leghista, c'è l'assessore al Welfare Giulio Gallera, criticato per gli errori nella gestione dell'emergenza Coronavirus.

I malumori della maggioranza non hanno però portato a cambi della guardia e, al momento, nemmeno alla scelta di un commissario alla sanità che possa affiancare Gallera. Una figura tecnica che dovrebbe "aiutare" l'assessore, ma per qualcuno anche "commissariarlo". I nomi che circolano sono quello dell'ex dg della sanità di Formigoni, Carlo Lucchina, ma si è parlato anche di Fabrizio Pregliasco e Alberto Zangrillo, figure in primo piano negli ultimi mesi. Quest'ultimo avrebbe declinato.

L'ipotesi di un tecnico alla guida dell'emergenza in Lombardia, quindi, è tutt'altro che tramontata. Ma Gallera per il momento resta saldamente al suo posto. Che l'assessore l'avesse spuntata lo si è capito già dai toni usati dagli esponenti della Lega all'uscita dal Pirellone dopo il vertice: il leader del Carroccio in Lombardia, Paolo Grimoldi, ha riconosciuto a Gallera di aver "sempre fatto bene il suo il suo mestiere" ed essersi trovato "a gestire l'esplosione di una bomba nucleare".

Al vertice "non si è assolutamente parlato di rimpasto", ha ribadito anche Massimiliano Salini, eurodeputato e coordinatore di Forza Italia in Lombardia. "L'oggetto della discussione non sono le caselle ma i cittadini – ha aggiunto – ma come rispondere alle domande dei cittadini".