Roberto Formigoni, ex presidente di Regione Lombardia, attacca nuovamente Roberto Maroni, che fu suo successore a Palazzo Lombardia. L'ex Celeste, in un'intervista a "Repubblica", ritiene che le criticità del sistema sanitario lombardo, venute drammaticamente a galla nella gestione della pandemia da Covid-19, siano frutto della politica sanitaria portata avanti dal suo successore: "La debolezza specifica è un'altra: la medicina territoriale, a cui noi avevamo dedicato attenzioni e risorse, e che è stata devastata dalla riforma Maroni del 2015".

Formigoni contro Maroni: i precedenti

Non è il primo attacco di Formigoni a Maroni: il 5 novembre, in un'intervista a Libero, aveva affermato di aver elaborato nel 2006 un piano anti-pandemia, i cui progetti erano stati affidati a Maroni "che però ha voluto mostrare discontinuità rispetto al mio mandato e ha cominciato proprio dalla sanità, la cosa che funzionava meglio". A maggio invece le critiche erano state più velate seppur ugualmente dure: "Io ho costruito una sanità di assoluta eccellenza. Dopo di me è arrivato qualcuno che nessuno cita mai, che ha governato 5 anni e l'ha cambiata profondamente e in peggio". Se il giudizio riservato a Maroni è duro, la linea di Formigoni diventa più morbida quando invece si tratta di dare una sua opinione sulla gestione dell'attuale presidente Attilio Fontana: "Non vedo grosse responsabilità specifiche della Lombardia – spiega sempre a Repubblica – che sembra avere numeri più alti perché ha 10 milioni di abitanti".

La condanna per la vicenda Maugeri-San Raffaele

Formigoni è stato per 17 anni alla guida della Lombardia, e ha contribuito a plasmare un modello sanitario che, nonostante la discontinuità operata da Maroni, è tuttora ancora in piedi. "Di quel modello riconosco l'eccellenza ospedaliera che abbiamo inventato noi nel 1997 con l'accreditamento – dice l'ex governatore a Repubblica -. Milano e la Lombardia sono diventate capitali mondiali della salute, la nostra legge ha attirato il meglio e ha permesso anche al povero di farsi curare nell'ospedale del ricco. Ecco, quella non sono riusciti a distruggerla come purtroppo è avvenuto con l'eccellenza territoriale". Per Formigoni dunque l'apertura ai privati, che rivendica, è stata un bene: "L'apertura ai privati l'abbiamo fatta noi 23 anni fa e i lombardi sono sempre stati soddisfatti di come funzionava la sanità di Formigoni". Le recenti polemiche sui vaccini antinfluenzali e sul servizio di telemedicina per Covid del San Raffaele mostrano che non tutti i lombardi sono in realtà soddisfatti della sanità regionale. E non va certo dimenticato che proprio le commistioni tra pubblico e privato sono costate a Formigoni una condanna definitiva a cinque anni e dieci mesi per corruzione per la vicenda Maugeri – San Raffaele, pena che l'ex governatore sta scontando ai domiciliari.