"Alcuni sindaci hanno detto che non accettano l'ordinanza limitatamente alla didattica a distanza. Ne ho preso atto e mi assumo personalmente la responsabilità della decisione". Lo ha detto il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, parlando in un punto stampa convocato a Palazzo Lombardia. Il governatore ha spiegato di aver fatto una riunione in video conferenza con Anci e sindaci per discutere del provvedimento sulla didattica a distanza per le scuole superiori, che rientra tra quelli presi – insieme al coprifuoco serale e alla chiusura dei centri commerciali nel weekend – per contenere la diffusione del Coronavirus. Gli amministratori, con in testa il primo cittadino milanese Giuseppe Sala, hanno espresso perplessità.

Didattica a distanza, Fontana: Sarà per un breve periodo

"Il nostro compito è tutelare la salute", ha sottolineato Fontana. Il governatore leghista ha spiegato che le limitazioni imposte alla frequenza degli studenti delle superiori sarà "per un breve periodo". L'amministrazione regionale spera di riuscire a rallentare il contagio da Covid-19 con gli ultimi provvedimenti, scongiurando così un lockdown totale. "Confidiamo che i provvedimenti che abbiamo preso – ha aggiunto Fontana – possano rallentare il contagio e intanto lavoreremo, mi auguro con il governo, per mettere in campo altre iniziative". In caso di peggioramento della situazione, eventuali nuove strette saranno prese in colloquio "continuo" con il comitato tecnico scientifico.

Autonomia ai sindaci su zone rosse locali

Fontana ha detto di averne avuto un lungo colloquio anche con la direttrice scolastica regionale Augusta Celada che "ha dato la disponibilità" ad accettare le richieste. Sui sindaci contrari, il governatore ha detto che "saranno loro a dirlo". Fra quelli positivi ha invece citato i sindaci di Como e di Pavia. Sulle possibili zone rosse locali, Fontana ha precisato che "i sindaci hanno autonomia" ma "è una risposta che possiamo dare dopo il confronto con i tecnici".